di M.R.

Stigmatizzata da molti consiglieri di minoranza l’assenza di sindaco e vice al consiglio comunale straordinario su Arvedi-Ast, ecco che attorno alle 11.45 di giovedì mattina si materializza Riccardo Corridore in aula e si precipita verso i sindacalisti presenti oltre l’emiciclo, per smentire, pare, alcune voci di corridoio sul possesso di atti relativi alla bonifica della ex discarica di Valle o sull’Accordo di programma. Il Pd non ci sta: «Siamo a qui a discutere di Ast e intanto il vicesindaco incontra i rappresentanti sindacali. Non è rispettoso. Sia sospeso il consiglio» propone Francesco Filipponi. E il vipresidente, Raffaello Federighi, ritenendo oggettivamente doveroso farlo, concede la sospensione per 15 minuti.

Corridore incontra i metalmeccanici A quel punto però nell’aula adiacente c’è troppa folla: Corridore si sposta coi metalmeccanici nel proprio ufficio, lontano da occhi e orecchie indiscrete. Questo uno dei momenti più caldi di giornata, in quello che si è rivelato un consiglio senza esito, senza atti votati e pure con pochi dati sui banchi. Una cosa però la giunta Bandecchi l’ha gridata a chiare note: «Non conosciamo i termini dell’Accordo di programma, né abbiamo ricevuto alcun progetto di bonifica della ex discarica di Valle. Non abbiamo nulla di cui discutere. Quello che possiamo garantire è che pur essendo dalla parte dello sviluppo economico, siamo dalla parte dei cittadini che respirano polvere, dalla parte dei lavoratori e della tutela ambientale». Per la verve dimostrata, l’assessore Aniello è stata per l’intervento accusata di ‘Grillismo’ (come a dire un atteggiamento tipico del M5s).

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Acciai speciali Terni «Pagherà Ast – aveva detto in apertura di consiglio l’esponente di Fratelli d’Italia Marco Cecconi – ma è opportuno che l’amministrazione comunale si adoperi per la progettazione della bonifica della discarica in uno spirito di collaborazione con l’azienda, madre di una produzione strategica per il Paese e per questa città, tanto che la neutralità del tema ha fatto sì che la richiesta di consiglio dedicato venisse da tutti i gruppi di minoranza». Respinto l’inserimento dell’atto di indirizzo firmato da tutto il centrodestra. La discussione è proseguita dunque a ruota libera.

Bonifica Valle Tema centrale in ogni caso la discarica, rispetto alla quale il sindaco non ha risparmiato parole grosse all’indirizzo del cavaliere di Cremona proprietario di Acciai speciali Terni e relativamente all’Accordo di programma indispensabile per gli investimenti del piano industriale. Ecco perché l’assenza in aula del primo cittadino Stefano Bandecchi è stata stigmatizzata tanto dal consigliere Dem Pierluigi Spinelli, quanto dalla consigliera di Fratelli d’Italia Cinzia Fabrizi. Presenti a Palazzo Spada diversi rappresentanti sindacali dei metalmeccanici.

Bandecchi assente Dai banchi di Alternativa Popopare, tanto dalla consigliera Gambini, quanto dal capogruppo Verdecchia, nonché da Sara Francescangeli è stato dunque sottolineato come a loro modo di vedere non fosse indispensabile la presenza del primo cittadino, indicando la mancata conoscenza dell’Accordo di programma come un elemento ostativo alla discussione.

Pd e Fi Tra i Dem, particolarmente sentito l’intervento della consigliera Maria Grazia Proietti che, sottolineando il legame della città con la fabbrica, ha replicato che quantomeno il sindaco Bandecchi avrebbe potuto riferire sull’incontro col ministro Urso. «Mai nessun sindaco, in passato – ha fatto notare il capogruppo dei Forzisti Francesco Maria Ferranti – si è sottratto alla discussione su Ast. E se è obbligo del sindaco assicurarsi della tutela dei cittadini dal punto di vista ambientale e sanitario, non si può nemmeno sparare a zero contro l’imprenditore Arvedi». Sulla stessa lunghezza d’onda anche la consigliera Meloniana Elena Proietti.

Corridore furioso A chiudere definitivamente il cerchio su polemiche senza contenuto ci ha pensato poi il vicesindaco Corridore quando ha deciso di condividere con tutta l’aula quanto aveva da dire sulla vicenda Arvedi-Ast, tra bonifica della discarica e Accordo di programma. Facendo un po’ le veci del sindaco, si è lasciato andare anche nel linguaggio e non ha risparmiato insulti al consigliere Cecconi. Si chiude così una pagina politica di fatto bianca sulla principale azienda del territorio, che sta per investire un miliardo di euro ma attende soldi pubblici per farlo; dice di pagare la bonifica ma a palazzo Spada i conti non tornano, ha ridotto sensibilmente il lavoro dell’indotto ternano e ha presentato un piano di ristrutturazione mascherato in rilancio per il Tubificio che intanto conta 20 esuberi. «Fa utili per centinaia di milioni di euro e mette in cassa i lavoratori – ha stigmatizzato Corridore -. Noi siamo dalla parte dei lavoratori, delle famiglie, delle imprese, dello sviluppo economico e della salute dei cittadini. Voi – dice alle minoranze  – solo propaganda».

Ast, Corridore: «Solo mistificazione». Insulti a Cecconi: «Il suo voto non conta un c…»

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