E’ una accusa che non risparmia dettagli quella della parlamentare umbra del Pd Anna Ascani, che in Parlamento si è rivolta direttamente al Governo e in particolare al ministro ai Trasporti Salvini, accusandoli di escludere l’Umbria da un trasporto ferroviario dignitoso. Quell’Umbria – ha sottolineato – che vi ha bocciato alle elezioni.
Diversi i punti sollevati nel suo intervento, dall’estate appena trascorsa che ha segnato difficoltà su tutti i fronti per i pendolari, da e per ogni direzione, sia verso Roma che verso il Lazio come per le Marche, ma anche le numerose richieste di incontro e di intervento da parte dell’assessore regionale ai Trasporti De Rebotti, sistematicamente disattese.
Ascani ha denunciato un isolamento che ha raggiunto condizioni inaccettabili per una popolazione che così si vede danneggiata nei diritti fondamentali, a partire da quello alla salute, al lavoro e al trasporto, garantito in molte altre parti del Paese, in misura palesemente fuori proporzioni rispetto a quello che definisce un trasporto «non dignitoso» riservato agli umbri.
Ascani ha menzionato i bus sostitutivi, le prime e seconde classi dei treni piene da non permettere il passaggio neppure ai controllori, i sistematici ritardi che allungano di oltre tre ore la tratta da e per Roma, i treni costretti a viaggiare nei binari che non consentono gli spostamenti veloci, l’isolamento rispetto all’alta velocità, la questione del servizio pubblico che dovrebbe garantire innanzitutto parità di trattamento e diritti fondamentali prima di mirare agli utili. Di seguito la versione integrale del suo intervento.


