di Mar.Ros.

Funzionano solo a metà le prove di apparentamento tra Pd e M5s in vista delle vere sfide elettorali, quelle amministrative. Salvo sorprese dell’ultim’ora infatti, le due forze politiche andranno a braccetto fino in fondo nel Perugino ma non nel Ternano. Nel capoluogo, Dem e Pentastellati saranno uniti in una lista unica a sostegno della sindaca di Assisi, Stefania Proietti, convivenza già sperimentata con successo alle comunali. Nella città dell’acciaio invece, pur condividendo un orientamento di centrosinistra, esprimendo i propri candidati all’interno di una lista condivisa col Pd, il Movimento ha fatto sapere ai propri alleati che non esprimerà alcun voto per la presidenza. Non sono ovviamente esclusi dagli stress test politici i partiti di centrodestra che qua e là mostrano tra loro frizioni e che dovrebbero, condizionale d’obbligo fino al termine della consegna delle liste (domenica 28 alle 12), convergere sul sindaco di Foligno (Pg) Stefano Zuccarini e la prima cittadina di Amelia (Tr) Laura Pernazza.

Elezioni provinciali Scongiurata l’idea del listone bipartisan, a Perugia oltre l’astensione, l’incognita è rappresentata dai civici che all’ipotesi di una combinazione mista avevano detto senza indugio: «Ci opporremo a qualsiasi accordo basato su spartizioni di potere anziché sull’obiettivo primario di amministrare virtuosamente le nostre province». A Terni il claim dei civici è ‘essere protagonisti’. Qui, dopo svariati tira e molla, confronti interni al partito di via Mazzini, ed altri estesi agli amministratori, il Partito democratico ha scelto di scommettere ancora una volta sull’uscente Giampiero Lattanzi, non incontrando il favore dei Cinque stelle che, sulla figura del sindaco di Guardea hanno espresso perplessità dal post sessista in avanti, non solo per quell’episodio, e che domenica 18 dicembre non accetteranno le schede per votare il presidente. La strategia vuole dire due cose: da un lato che il Movimento non è disposto ad accettare qualunque compromesso, dall’altro che l’esito delle provinciali in chiave presidenza non sarà in alcun modo imputabile ad esso. La vera incognita in questo senso allora la fanno forse candidati ed elettori di quella che potrebbe essere una lista di centro che si dice potrebbe aggiungersi a quella di Csx e e quella di Cdx. Quanti sindaci e consiglieri andranno a votare, non sarà secondario.

Come e quando si vota È iniziato sabato il percorso che porterà alle elezioni amministrative del 18 dicembre per rinnovare il presidente della Provincia e il consiglio provinciale di Terni. Si ha tempo fino a domenica alle 12 e una volta decorsi i termini, l’ufficio elettorale disbrigherà le procedure di verifica delle liste presentate secondo le normative vigenti e successivamente le ufficializzerà pubblicandole anche sul sito www.provincia.terni.it. Le elezioni del 18 dicembre si svolgeranno dalle 8 alle 20, con seggio elettorale nella sala del consiglio provinciale di Terni, in viale della Stazione 1. Sono elettori i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni della provincia di Terni in carica alla data delle elezioni. Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica. Il consiglio ha la durata di due anni. Sono eleggibili a presidente della Provincia tutti i sindaci dei Comuni della provincia. Il presidente dura in carica quattro anni. Per l’elezione a presidente della Provincia, risulta eletto il candidato che consegue il maggior numero dei voti ponderati. L’ufficio elettorale accerta per ogni candidato il numero dei voti attribuiti dagli elettori quindi moltiplica il numero dei voti attribuiti ad ogni candidato per il relativo indice di ponderazione e somma tra di loro i voti ponderati di ogni candidato. Conseguentemente forma la graduatoria dei candidati, proclamando eletto il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti ponderati. In caso di parità sarà eletto il più giovane. Per le elezioni del consiglio provinciale è prevista l’espressione di un voto di lista. Ciascun elettore può inoltre esprimere un voto di preferenza per uno dei candidati alla carica di consigliere provinciale compreso nella lista. L’ufficio elettorale accerta per ogni candidato a consigliere, il numero dei voti attribuiti dagli elettori. Moltiplica poi il numero dei voti attribuiti ad ogni candidato per il relativo indice di ponderazione e somma tra di loro, sempre per ogni candidato, i voti ponderati così ottenuti in tutte le fasce. Successivamente si segue il metodo d’Hondt. Nelle liste dei candidati al consiglio provinciale nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento del numero dei candidati, con arrotondamento all’unità superiore qualora il numero dei candidati del sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore a 50 centesimi. In caso contrario, l’ufficio elettorale riduce la lista, cancellando i nomi dei candidati appartenenti al sesso più rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto della disposizione di cui al primo periodo. La lista che, all’esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore a quello minimo prescritto dal comma 70 è inammissibile. L’ufficio elettorale della Provincia di Terni è stato costituito con decreto del presidente. È composto da cinque membri, tutti dipendenti dell’amministrazione, compreso il presidente, nella persona del vice segretario generale Maurizio Agrò. La sede dell’ufficio è al secondo piano di Palazzo Bazzani in viale della Stazione 1.

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