di Iv. Por.
La provincia unica dell’Umbria si chiamerà Provincia di Perugia finché il presidente della Repubblica non ne accetterà una nuova denominazione. Lo stabilisce il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri e che, comunque, potrà ancora essere emendato dal Parlamento.
Le nuove regole L’Umbria avrà una sola provincia a decorrere dal primo gennaio 2014. Il consiglio provinciale, come per le province superiori a 700 mila abitanti, sarà composto da 16 elementi. Dal primo gennaio 2013, intanto, vengono soppresse le giunte provinciali esistenti. Sia a Perugia che a Terni resta in carico il presidente e la nuova giunta secondo, l’articolo 8, «non può essere composta da più di quattro assessori». La data delle elezioni della nuova provincia unica «è fissata dal Ministro dell’interno in una domenica compresa tra il 1° e il 30 novembre dell’anno 2013». Le elezioni non saranno «di popolo» ma, in base a quanto stabilito nel «Salva Italia», ad eleggere il futuro presidente della Provincia non saranno più i cittadini ma delegati dei comuni e delle unioni comunali.
Il nome L’articolo 3 del decreto stabilisce che, nel caso dell’Umbria, «assume il ruolo di comune capoluogo il comune capoluogo di regione». La denominazione «può essere modificata con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri da adottarsi su proposta del Consiglio provinciale deliberata a maggioranza assoluta dei propri componenti e sentita la Regione». Un’eventuale cambio di nome potrà dunque avvenire solo una volta che si sarà insediato il nuovo consiglio provinciale.
LA NUOVA MAPPA DELLE PROVINCE ITALIANE
Uffici territoriali di governo Per ciò che riguarda la presenza sul territorio degli uffici territoriali di governo (prefettura, questura, motorizzazione…) in base all’articolo 5 «ai fini di una funzionale allocazione degli uffici periferici delle amministrazioni statali lo Stato promuove forme di consultazione e raccordo con gli enti locali interessati». Non è detto, cioè, che Terni li perda: la decisione verrà concordata col governo.
Obblighi e cabina di regia Entro il 30 aprile 2013 le province devono fare una ricognizione dei propri beni mobili e immobili e inviare i dati al prefetto. Entro il 30 maggio improrogabilmente deve essere approvato il bilancio di previsione. Ai fini dell’attuazione del decreto viene istituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, «una cabina di regia composta dal Ministro dell’interno, che la presiede, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione delegato alle riforme istituzionali, dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, da tre presidenti di provincia designati dall’Upi, nonché da due sindaci di comuni capoluogo delle province».
