di Fabio Toni e Ivano Porfiri
Il taglio delle Province non comporta automaticamente la soppressione di questura, prefettura e altri uffici periferici. Parola del ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ovvero colui che sta operando il taglio di tante Province, tra cui Terni. E proprio a Terni, alla festa del Pd, Patroni Griffi ha parlato di quanto stretta sia la strada del mantenimento della Provincia.
Requisiti congelati a luglio A chi gli chiedeva se sia possibile spostare comuni da una Provincia all’altra, come si sta discutendo in Umbria nell’elaborare la proposta da presentare dal Cal al governo per salvare Terni, il ministro ha posto un paletto ben preciso: «Ci sono – ha detto – dei requisiti minimi che devono essere posseduti a luglio 2012 perché un territorio possa costituire una Provincia (350 mila abitanti e 2.500 km quadrati, ndr). Naturalmente questo fa parte di un processo di riorganizzazione generale che riguarda l’intero territorio nazionale e che è calibrato sull’individuazione di un ambito di area vasta che garantisca la migliore erogazione di servizi ai cittadini». Il che farebbe pensare che Terni sia definitivamente spacciata, ma il ministro non dimentica l’altra possibilità.
AUDIO – Intervista a Filippo Patroni Griffi
L’altra possibilità «Naturalmente – spiega Patroni Griffi – questo processo non può intaccare il diverso e distinto processo di modifica delle circoscrizioni provinciali od istituzione di nuove Province che è previsto dall’articolo 133 della Costituzione e che prevede in effetti un procedimento diverso, che è quello dell’iniziativa dei comuni. Quindi è ovvio che da domani ai prossimi anni un gruppo di comuni potrà in ogni parte del territorio nazionale, e quindi anche in Umbria, dar luogo a un’iniziativa per dar vita a una Provincia naturalmente che rispetti i requisiti minimi che sono stati previsti oggi». Il ministro pensa quindi a una fase successiva alla riforma in cui dai comuni può partire l’iniziativa di spostarsi per costituire una Provincia. Ergo: Terni verrà cancellata ma potrà rinascere con presupposti diversi, sempre che siano i comuni a volerlo.
Questura può essere salvata Sul fatto che il taglio delle Province porti automaticamente alla soppressione di uffici periferici come prefetture e questure, il ministro ha spiegato che «nella tradizione amministrativa italiana c’è sempre stata una certa corrispondenza tra amministrazione periferica dello Stato e della Provincia, questa non è come dire una regola costituzionale cioè assoluta: l’esempio tipico è dato dai presidi di sicurezza sul territorio, che la stessa legge sul riordino delle Province consente di dislocare anche in città che non siano capoluogo di Provincia».
Circoscrizioni anacronistiche In definitiva, per Patroni Griffi, «la ratio della riforma è quella di riflettere sul fatto che bisogna dare servizi efficienti ai cittadini, questi servizi vengono dati anche ovviamente soprattutto sul territorio, non si può pensare – ha concluso – che le circoscrizioni ottimali per rendere questi servizi ai cittadini siano oggi corrispondenti a quelli di 170 anni fa».
Precisazioni di Rossi «Facendo seguito a quanto letto questa mattina sul sito Umbria24.it , l’Assessore Gianluca Rossi ci tiene a fare alcune precisazioni sul percorso tracciato sia dal Ministro Patroni Griffi che dalla Regione Umbria ieri sera durante il dibattito tenutosi alla Festa del Partito democratico di Terni. Sia il Ministro che l’Assessore Rossi hanno ribadito la possibilità, per l’Umbria, di seguire il percorso contenuto nell’articolo 133 della Costituzione italiana, ribadendo che la permanenza o meno della seconda provincia in Umbria dipende solo dalla volontà dell’Umbria stessa e dei suoi comuni. Si tiene inoltre a ribadire con forza che si considera destituita di ogni fondamento la teoria secondo la quale ci sarebbe la possibilità che gli organi periferici dello stato permangano nella città di terni qualora venisse soppressa l’istituzione provinciale».
Replica a Rossi Come dimostra il file audio sopra pubblicato le parole del ministro sono state riportate fedelmente. Per la prima parte coincidono con quanto precisa Rossi, con la seconda evidentemente no.

