E’ un bilancio all’insegna delle classiche lacrime e sangue quello di previsione per il 2013 che le commissioni in seduta congiunta della Provincia di Perugia ha iniziato ad esaminare in questi giorni. I tagli, fatte salve le competenze su scuole, strade e ambiente, ammontano ad alcuni milioni di euro su un bilancio totale da 217. Le misure consistono nella chiusura di tutte le sedi dell’ente per tre pomeriggi a settimana a partire da luglio, strette sulle spese delle scuole e delle palestre, a partire dal riscaldamento, dismissione della auto poco, per nulla utilizzate o che consumano troppo, software esclusivamente open source negli uffici, meno cellulari aziendali, documenti che dovranno passare dalla carta al formato elettronico, meno spese postali e meno contributi alle associazioni, taglio dei canoni di affitto e riduzione delle spese telefoniche. In particolare in questo caso l’idea è quella di inserire dei codici di accesso attraverso i quali impedire le chiamate verso alcuni numeri, come i cellulari ad esempio.
Dismissioni C’è poi tutto il capitolo relativo alle dismissioni. L’assessore competente, Piero Mignini, ha riferito che dalle vendite ci si aspetta tra i dieci e gli undici milioni di euro. Quelle di Villa Fidelia (Spello) e di Villa Redenta (Spoleto) sono state bloccate dalla Soprintendenza per i beni culturali dell’Umbria che, con una lettera, ha vietato di venderle a privati. L’obiettivo della Provincia a questo punto è di arrivare ad una permuta con la Regione. In dirittura d‘arrivo è, invece, la vendita della sede della Procura della Repubblica di Perugia in piazza Partigiani ed «interessamenti» si sono manifestati per l’impianto delle seggiovie di Forca Canapine. La drastica manovra viene giustificata con la necessità di far fronte ai tagli operati agli enti pubblici in questi anni dalle varie manovre di correzione dei conti pubblici: 3,6 milioni in meno nel 2010, calcola l’ente di piazza Italia per arrivare a 24 nel 2013 e 24,5 nel 2015. «I tagli imposti dalla spending review – si legge nella bozza di relazione – per non compromettere gli equilibri finanziari dal corrente esercizio, impongono l’adozione di urgentissimi e improcrastinabili provvedimenti di riduzione drastica, se non di azzeramento, di alcune voci della spesa corrente».
Investimenti Sul fronte degli investimenti invece, il piano triennale prevede spese per 40,1 milioni di euro: 22,8 per la viabilità, 12 per l’edilizia, 4,2 per l’ambiente e 1,2 per gli altri servizi dell’ente. Per il socialista Enrico Bastioli si tratta di un bilancio «complesso e difficilissimo», mentre Luca Baldelli (Prc) parla di «bilancio di guerra». «Rispecchia le scelte fatte a livello nazionale – ha detto invece Massimiliano Capitani (Pd) – il vero problema risiede nell’impossibilità di utilizzare fondi per investimenti». Dall’opposizione Bruno Biagiotti (Pdl) si appella affinché si agisca a livello nazionale ed europeo per allentare il Patto di stabilità. «E’ un bilancio ingessato – ha osservato – poiché ci portiamo da anni una spesa corrente incomprimibile».
