Graziano Delrio

Sindacati e Rsu dei lavoratori delle Province di Perugia e Terni restano sul piede di guerra chiedono un incontro al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, in occasione della visita a Perugia di martedì 3 marzo, quando parteciperà all’inaugurazione del Creo (il nuovo Centro di onco-ematologia) dell’ospedale. La pubblichiamo in calce all’articolo. Intanto c’è preoccupazione per l’iter della legge regionale di riordino.

Unità di crisi Il presidente della commissione Bilancio della Provincia di Perugia, Roberto Bertini, chiede di «Aprire una “unità di crisi” in Provincia per monitorare costantemente la situazione del personale». «Siamo preoccupati – spiega – per questa situazione che sta investendo il personale della Provincia poiché non ci sembra di intravedere un percorso certo che dia delle risposte chiare. Intanto, l’unico dato fermo sembra essere quello relativo ai pensionamenti». Bertini esorta a muoversi prima che passi la legge regionale, al momento all’esame della prima commissione di Palazzo Cesaroni. Quindi, la richiesta della commissione provinciale è di un incontro con l’omologa commissione regionale. In commissione è intervenuto anche il dirigente alla Programmazione Stefano Rossi, che ha parlato di «discrasia nella tempistica tra la Legge Delrio e la Finanziaria 2015, «poiché – ha spiegato – da un lato vi è un taglio immediato e operativo di circa 11 milioni di euro per il 2015 e dall’altro la partita del riordino delle deleghe e del relativo personale che nelle intenzioni della legge Delrio dovrebbe transitare insieme alle funzioni ha una tempistica incerta. Un’altra questione – ha proseguito Rossi – riguarda il riallocamento del personale nelle strutture periferiche dello Stato il cui percorso non sembra chiaro anche se annunciato. Una piccola boccata di ossigeno – ha concluso il dirigente – sembra possa provenire dal fatto che la Provincia di Perugia, insieme a quella di Terni ed alle province di Toscana e Piemonte, fa parte di un progetto pilota dal quale potrebbero scaturire alcune proposte per la sostenibilità anche finanziaria di tutto il processo di riforma».

Ecco la lettera di Rsu e sindacati a Delrio:

Egregio Sottosegretario Delrio,
i lavoratori e le lavoratrici delle Province di Perugia e di Terni vogliono esprimere con questa nota la grande preoccupazione per il futuro dei servizi pubblici e per il loro futuro occupazionale. Una grande preoccupazione data dalle tante incertezze ancora presenti nell’iter di riordino istituzionale che, ad oggi, non assicura né i livelli occupazionali né le professionalità acquisite, né tantomeno una semplificazione dell’azione amministrativa.
La legge n. 56 dell’8 aprile 2014 è stata recepita in un disegno di legge regionale, solo da qualche giorno presentato all’ assemblea legislativa. Un disegno di legge che, peraltro, interessa anche i lavoratori delle comunità montane (ben 166 persone), ad oggi ancora appesi a questi enti in liquidazioni e da tempo commissariati, con evidenti difficoltà di sostenibilità economica.
In questa regione le problematiche relative alla ridefinizione delle funzioni delle ex Province sono aggravate dagli effetti della legge di stabilità n.190 che è intervenuta creando un vero e proprio delirio istituzionale. A questo quadro vanno aggiunte le preoccupazione dei circa 100 dipendenti precari, di cui 40 da circa 17 anni, cioè dal lontano terremoto del 1997.
Una situazione di grande sofferenza, per tutti questi lavoratori, per le loro famiglie, ma anche per i cittadini umbri che vedono ogni giorno ridotte le capacità di gestione del servizio pubblico.
Molte sono le incertezze ad oggi presenti sia a livello nazionale che a livello regionale, incertezze che pesano nelle decisioni da assumere, incertezze che preoccupano: non si conosce ad oggi quale sarà il ruolo e la collocazione dei centri per l’impiego, se e come saranno stabilizzati i lavoratori precari lì presenti (in Umbria circa 50) , e non si conosce se e come questo servizio sarà collegato alla formazione. Non si conosce ad oggi la collocazione dei lavoratori della polizia provinciale (in Umbria circa 120 persone) e il loro futuro occupazionale, non si comprende la sostenibilità economica delle manutenzioni della viabilità regionale e quindi dei lavoratori ex ANAS.
Non si conoscono le capacità di assorbimento del personale delle articolazioni periferiche dello stato, mentre restiamo allibiti nel vedere bandi di concorso, anche nelle amministrazioni statali o nelle agenzie, che non fanno alcun riferimento ai processi di mobilità che dovrebbero prevedere la riallocazione dei lavoratori delle Province.
Nel disegno di legge regionale mancano alcuni aspetti fondamentali per stare un po’ più tranquilli: le risorse regionali utilizzabili, cioè la capacità assunzionale della Regione stessa, e quali e quanti dipendenti far transitare. In questo quadro di troppe incertezze rimbalza la paura della mancanza di liquidità, a fronte del previsto taglio del 50% delle risorse per le dotazioni organiche contenuto nella legge di stabilità.
Una paura che diventa incubo per centinaia di lavoratrici e lavoratori, una paura che incide nella vita quotidiana e in quella delle famiglie dei circa 1300 dipendenti delle Province di Perugia e di Terni.
Lo stato di agitazione è stato già indetto il 25 febbraio scorso a livello nazionale, i lavoratori non si fermeranno nella lotta per la tutela dei servizi e per la garanzia della loro occupazione.
La chiarezza dei percorsi e la trasparenza delle azioni è fondamentale, pertanto le chiediamo un breve incontro in occasione della sua presenza a Perugia nella giornata di martedì 3 marzo 2015, utile a chiarire i percorsi, e le azioni da intraprendere e utile per comunicarle le nostre richieste e quelle delle Rsu dei lavoratori delle Province di Perugia e di Terni.