Ridare parola ai cittadini. C’è anche il ritorno dell’elezione diretta del presidente della Provincia tra i punti della proposta umbra di revisione degli assetti istituzionali che verrà presentata venerdì, durante un convegno dell’Unione Province italiane. A parlarne martedì è stato il presidente della Provincia di Perugia Nando Mismetti durante una conferenza stampa servita per fare il punto sui suoi quattro anni di mandato. Il 31 ottobre infatti ci saranno le elezioni di secondo livello per scegliere il successore di Mismetti: candidati sono il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta per il centrosinistra e quello di Cannara Fabrizio Gareggia per il centrodestra. A scegliere, con voto ponderato, saranno 831 sindaci e consiglieri comunali dei 59 comuni della Provincia. Un sistema che non piace a nessuno tanto che si preme per un ritorno all’elezione diretta.
GAREGGIA: «CHI VUOLE CAMBIARE VOTI ME»
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Il bilancio «Sono stati quattro anni di governo della Provincia di Perugia complicati, ma, nonostante le difficoltà, siamo riusciti a traghettare questo ente – ha detto Mismetti – in un ruolo di supporto ai Comuni e gestione di bisogni di area vasta. Speriamo che in futuro venga confermato in queste funzioni». Quel futuro al quale ora da Piazza Italia si guarda con un po’ più di tranquillità viste le cifre fornite dal presidente uscente: «Per le competenze fondamentali, edilizia scolastica e viabilità, abbiamo disponibilità di risorse importanti: 25 milioni per la viabilità e 70 per l’edilizia per i prossimi quattro anni». Ma gettando uno sguardo ai quattro anni che lo hanno visto protagonista il presidente ha ricordato come la Provincia sia passata attraverso un difficilissimo percorso di riduzione delle risorse: 17 milioni per l’anno 2015 e addirittura 27,8 milioni per il triennio 2016-2018.
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Referendum e non solo Anni in cui i dipendenti sono stati dimezzati, passando da mille a 500: In questo quadro – ha commentato Mismetti – abbiamo affrontato, insieme alla Regione, l’impegnativo ricollocamento del personale. Anche il terremoto 2016 è stato un momento cruciale in occasione del quale la Provincia di Perugia, grazie alle sue professionalità, è riuscita a gestire l’emergenza scuole senza creare problemi agli utenti». Mismetti ha ricordato anche l’esito del referendum costituzionale di fine 2016, che ha ribaltato il percorso prospettato dalla legge Delrio, e il fatto di essere riusciti – cosa non scontata visto che altri enti non ce l’hanno fatta – ad approvare i bilanci. «Oggi l’ente, nelle sue funzioni di area vasta, è stazione appaltante per 28 comuni, e ha gestito 497 procedure di gara – ha ricordato in chiusura – per un ammontare complessivo di 148 milioni di euro, inoltre svolge attività di supporto ai comuni nel campo del reperimento di fondi europei e della comunicazione giornalistica attraverso il servizio di ufficio stampa per i piccoli comuni».
