Marco Vinicio Guasticchi (Foto Umbria24)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Da un lato l’apertura, con tutte le cautele del caso, vergata dal segretario del Pd di Perugia all’ipotesi primarie per il sindaco di Perugia; dall’altra un fedelissimo di Guasticchi, Domenico Caprini, che annuncia un documento politico, condito «dall’adesione di tanti iscritti e simpatizzanti», con cui chiedere al Pd dell’Umbria lo strumento delle primarie. In attesa di sabato sera, quando alla festa del Pd di Santa Sabina il presidente della Provincia parlerà tornando a battere sul tasto delle primarie e, forse, ufficializzerà le sue mire verso palazzo dei Priori, è questo il quadro della situazione in vista delle amministrative di primavera. Accusato da Guasticchi di tacere, il vertice del Pd di Perugia Franco Parlavecchio, venerdì ha preso carta e penna vergando una nota che rappresenta un’apertura all’ipotesi delle primarie.

LO SCONTRO MARINI-GUASTICCHI

L’apertura Primarie che sono «importante e vitale strumento di partecipazione» e sulle quali è «legittimo – scrive il segretario – aprire una discussione intorno alla loro opportunità». Il tutto «a patto però – aggiunge – che lo si faccia nelle sedi più appropriate, senza prescindere dal confronto interno al Pd prima e con la coalizione poi, ed evitando spinte personalistiche e opportunismi». E chi non le vuole, sostiene Caprini, «vuole vivere di rendita, ha paura del confronto, è incerto della propria proposta politica e non vuole misurarne il consenso comprimendo così la democrazia». Dalla sua pagina Facebook poi il presidente della Provincia è tornato a invitare al dibattito di sabato «dove sono relatore. Sì – scrive – proprio da quel palco da dove la presidente della Regione e il sindaco di Perugia mi hanno attaccato ferocemente con la frase che ormai sta passando alla storia “come osa Guasticchi?”. Vi aspetto numerosi perché possiate ascoltare dal vivo quello che penso di questa storia».

Lo statuto Insomma, la cronaca politica locale assurge a ‘storia’, la Festa si trasformerà in un’arena e saranno scintille con, sullo sfondo, la partita per la poltrona di sindaco di Perugia, la più ‘pesante’ dopo quella di presidente della Regione. Guasticchi fino ad ora non si è mai ufficialmente candidato, limitandosi a rendere nota la sua disponibilità in caso il partito imbocchi questa strada. E’ chiaro però che con le Province in via di soppressione e con una capacità di spesa praticamente azzerata, Guasticchi si trova in un guado politico e, con le regionali di là da venire (primavera 2015), tutte le energie potrebbero essere impiegate in una battaglia che ha come scopo quello di ottenere le primarie per la carica di primo cittadino del capoluogo. Dalla sua il presidente renziano ha anche il ‘grimaldello’ dello statuto regionale del partito. All’articolo 19 (comma 6) è scritto infatti che nel caso di primarie di partito con un sindaco (o un presidente di Regione o di Provincia) al primo mandato (come Boccali), possono esserci «eventuali candidature alternative». Queste dovranno essere appoggiate da almeno il 30% dei componenti dell’assemblea comunale o da almeno il 15% degli iscritti.

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