di Iv. Por.
Il tempo è brevissimo, quindi più che una corsa di mezzofondo è uno sprint. I candidati alle primarie del Pd per la selezione dei nomi da mettere in lista alle elezioni politiche partono in quarta. Interessante la sfida tutta al femminile tra due candidate per la provincia di Perugia: l’assessore del capoluogo Valeria Cardinali e il sindaco di Citerna Giuliana Falaschi.
Cardinali Cardinali punta sulla scuola. «Scuola e università – afferma – sono il futuro del nostro Paese, per costruire il futuro dobbiamo cominciare ad investire sul presente: è l’unica risposta possibile alla crisi. Sempre più giovani abbandonano i percorsi di studio e formazione per i costi dell’università, troppo elevati e in continuo aumento. Questa è una mancanza di reale tutela del diritto costituzionale allo studio. Prioritario nella mia agenda da parlamentare, come dovrebbe esserlo nell’azione di ogni parlamentare serio, sarà dare risposta agli oltre 46 mila studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi, che avrebbero diritto alla borsa di studio ma ad oggi non la ricevono per mancanza di fondi. Allo stesso tempo – prosegue – dovremo garantire una risposta immediata ed urgente per le scuole di tutta Italia. Ad oggi più di 4 edifici scolastici su 10 non sono a norma. Non possiamo semplicemente attendere la prossima tragedia». I sostenitori di Valeria Cardinali si incontreranno giovedì 27 dicembre, alle 18, al Decò Hotel di Ponte San Giovanni.
Falaschi Falaschi, invece, afferma che il suo impegno «sarà totale per il bene della comunità». «Il successo ottenuto in Umbria da Matteo Renzi – dice – e dal progetto innovativo che lo ha accompagnato nelle due tornate elettorali del 25 novembre e 2 dicembre dovrà essere il punto di partenza di un nuovo modo di fare politica e di porsi nei confronti degli elettori e dei cittadini. L’indicazione della collega Nadia Ginetti e la mia candidatura diretta, rappresentano un segnale di cambiamento radicale anche sul versante delle tanto decantate e poco praticate quote rosa: due sindaci che ogni giorno, al pari di tanti altri colleghi, sono a diretto contatto con i cittadini e che toccano con mano le loro difficoltà e le giuste richieste». Falaschi si augura che dalle primarie «esca un progetto politico solido per il paese attraverso rappresentanti selezionati attraverso il voto in grado di garantire al nostro candidato premier, Pierluigi Bersani quella spinta necessaria per governare il paese in un momento così difficile». Infine, Falaschi auspica che fra loro, ci sarà anche il deputato uscente Walter Verini.
Altri candidati In corsa anche gli altri candidati. Mentre a Foligno l’assessore Joseph Flagiello si prepara al lancio, giovedì, della sua campagna, a Terni si è costituito il comitato in sostegno della candidatura di Gianluca Rossi. «E’ Terni – afferma Rossi – che rinnova tutte quelle energie prodotte nelle ultime consultazioni primarie nell’intento di riguadagnare quello che di più sente come mancanza: una adeguata ed autorevole rappresentanza parlamentare in grado di difendere le scelte e gli interessi della nostra comunità. Terni motore europeo dell’Umbria, perché il rafforzamento dell’Umbria è la precondizione per il nostro sviluppo».
Polemiche di Leonelli Non ce l’ha fatta a presentarsi, invece, il presidente del consiglio provinciale di Perugia, Giacomo Leonelli. «Ringrazio tutti coloro che hanno raccolto in favore della mia candidatura in 2 giorni oltre 350 firme – spiega -. Sarebbero state sufficienti se la direzione regionale di giovedì avesse avuto la lungimiranza di votare il 3% anziché il 5% come percentuale degli iscritti Pd 2011 necessari a sostenere una candidatura. Questo avrebbe permesso la partecipazione oltre che del sottoscritto anche di altri candidati, mentre invece la contesa del 29 si ridurrà probabilmente alla semplice conta tra gruppi dirigenti». Un numero di firme necessario che era «pari a quelle di Roma o Milano; questo dunque ha colpevolmente limitato la partecipazione alla partita».
Dimissioni «Credo purtroppo – aggiunge – che la direzione regionale non abbia capito che il senso del successo del voto a Renzi in Umbria fosse quello di una spinta innovativa anche nel modo di far politica, da parte dei cittadini che hanno chiesto una fase nuova e di cambiamento. E forse impaurita proprio dalla mobilitazione di quei cittadini comuni (che forse poteva “cambiare i giochi”) ha di fatto chiuso la porta alla contendibilità delle primarie. Per questo, come segno di distanza da una scelta politica che mi sembra dannosa in primo luogo per tutto il Pd, nei prossimi giorni formalizzerò le mie dimissioni dalla direzione regionale».
