di Daniele Bovi
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Tutti allineati e coperti, tra telefoni arroventati e palazzi in subbuglio in attesa della Direzione nazionale del Pd che, lunedì, metterà nero su bianco le regole delle primarie per i parlamentari che si svolgeranno, probabilmente, il 29 e 30 dicembre. Il clima, reso ancora più teso dal precipitare degli eventi nel corso degli ultimi giorni, è quello della battaglia per ottenere un posto al sole, quello che c’è un attimo prima del colpo di pistola dello starter. Tutti sulla linea di partenza, con trattative col vicino di corsia e qualche possibile sgambetto, ma la lista da proporre alla selezionata platea di elettori umbri (quelli delle primarie più gli iscritti al Pd che eventualmente non hanno votato il 25 novembre o il 2 dicembre), non può essere infinita: «Credo – ha detto giovedì mattina in una conferenza stampa il segretario regionale Lamberto Bottini – che indicativamente saranno il doppio dei candidabili».
Lista da 32 Quindi se le liste prevedono nove candidati per la Camera e sette per il Senato, ecco che il gruppone dei partenti pd ammonterà probabilmente a 32. All’interno di questo recinto c’è da considerare la «riserva indiana» di Pierluigi Bersani: «La quota nazionale- dice Bottini – sarà contenutissima». Probabilmente si tratterà di due capilista di peso nazionale e le ipotesi già si sprecano: chi inserirà il segretario? Gli «elefanti» del partito o la cosiddetta società civile? Nessuno spazio poi, in attesa di capire nel dettaglio lunedì le regole della corsa, ci sarà per le autocandidature: una prima scrematura dei partenti la faranno gli organi territoriali. Probabilmente il 20 dicembre ci sarà la Direzione regionale del partito e in quell’occasione la rosa dei candidati, divisi sulla base delle due circoscrizioni provinciali, sarà formata. Ogni candidato però dovrà essere appoggiato o da un tot di firme degli iscritti o da un numero da definire di delegati dell’assemblea regionale.
Bottini: segnale di coerenza «Quello che lanciamo al Paese – prosegue Bottini – è un segnale di coerenza. Come promesso da tempo, visto che il Parlamento non è riuscito a modificare il Porcellum, scegliamo i candidati con le primarie. Quella del consenso è la via maestra che abbiamo deciso di seguire». Un altro fattore che al momento pare determinante è la volontà del partito, per usare le parole di Bottini, «di evitare lo svuotamento delle istituzioni». Tradotto, consiglieri e assessori regionali così come sindaci o assessori comunali, dovranno ottenere una deroga. Il problema però è che al momento non è chiaro chi sarà a concederla, se Roma o Perugia. «Io – commenta Bottini – credo che sarà probabilmente il nazionale mentre speriamo che cresca la quota delle donne, oltre l’attuale 28%».
Regole e dubbi Sul tema c’è chi spiega che una delle regole delle prossime primarie potrebbe essere quella relativa all’obbligo di esprimere una preferenza maschile e una femminile. Lungo i corridoi dei palazzi i dubbi sono molti, compreso quello di chi vede nel poco tempo a disposizione per la campagna elettorale (8-9 giorni?) un possibile rischio: quello, cioè, che siano avvantaggiati i soliti noti in grado di spostare i voti sul territorio con tutti gli altri, senza la forza di tessere accordi strategici, a fare presenza. Di «coerenza, coraggio e responsabilità» per la scelta fatta anche in questo caso ha parlato il ternano Gregorio Alteri, presente alla conferenza stampa, mentre il responsabile dell’organizzazione Antonello Chianella ha concluso sostenendo che «mentre altri evocano e scrivono di primarie c’è chi le fa veramente. Noi ci stiamo lavorando dal giorno dopo la conclusione di quelle per la premiership».
Chi corre Detto delle regole c’è da capire chi si presenterà ai nastri di partenza. Per i renziani di sicuro non c’è Marco Vinicio Guasticchi (che si sarebbe dovuto dimettere da presidente della Provincia), mentre i nomi più gettonati sono quelli del sindaco di Corciano Nadia Ginetti (che dovrebbe però ottenere la deroga), dell’assessore della Provincia di Perugia Domenico Caprini, di quello di Città di Castello Luca Secondi e del presidente del consiglio provinciale Giacomo Leonelli. Tra i bersaniani probabilmente in corsa ci saranno Lamberto Bottini («intanto contribuisco a definire le regole, poi si vedrà»), Vincenzo Riommi, l’assessore regionale Gianluca Rossi, il sindaco di Umbertide Giulietti e, stando ai rumors, anche Gianfranco Chiacchieroni e Valerio Marinelli (appoggiato anche dagli Ecodem). Con in pista, per i socialisti, anche Silvano Rometti e con gli arancioni di Ingroia la possibilità Stefano Vinti, una buona parte di giunta regionale e consiglio sarà impegnato nella campagna elettorale. Per quanto riguarda gli uscenti invece, Verini e Sereni sono della partita, Agostini sta pensando se chiedere la deroga, Bocci c’è così come la Fioroni e Trappolino. E il capoluogo, si chiedono, chi lo rappresenta? Tra i nomi papabili, quello dell’assessore della giunta Boccali Andrea Cernicchi.

