Un seggio per le primarie Pd (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Marzo sarà il mese della conta, dentro il Pd e dentro il centrosinistra. Domenica i cittadini di cinque comuni della regione saranno chiamati a scegliere il candidato sindaco attraverso le primarie, altri quattro si aggiungeranno domenica 9. Il 2 marzo toccherà a Perugia, Castiglione del Lago, Spello, Paciano, Piegaro e Città della Pieve; il 9 a Panicale, Montefalco e Magione. La situazione, Perugia a parte, è particolarmente delicata a Foligno, Spoleto e Gubbio, e anche di questo si è parlato mercoledì pomeriggio nella sede del Pd di piazza della Repubblica, dove la nuova segreteria di Giacomo Leonelli, o almeno solo il primo blocco di nomi comunicati, ha incontrato i segretari delle città sopra i 15 mila abitanti. L’intenzione, ovvia, è quella di arrivare in modo rapido alla quadratura del cerchio là dove non ci si è ancora riusciti (Foligno il caso più difficile) e di ricucire con il resto della coalizione specialmente dopo quanto sta succedendo a Perugia.

Perugia e Castiglione È qui che domenica andrà in scena il ‘big match’ di giornata tra il sindaco uscente Wladimiro Boccali e la sfidante Anna Rita Fioroni. Tutti gli occhi saranno puntati sul capoluogo dove, oltre al sindaco e all’ex senatrice, si gioca molto anche il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi, che ha deciso di non candidarsi e di appoggiare Fioroni. Tre invece saranno i contendenti a Castiglione del Lago, dove le primarie saranno di coalizione: il primo è il sindaco uscente Sergio Batino, sfidato dal giovane Matteo Burico (renziano della prima ora) e da Oscar Monaco sostenuto da Rifondazione comunista.

Spello e Piegaro Ben quattro invece proveranno a raccogliere l’eredità di Sandro Vitali in quel di Spello: in pista sono scesi tre assessori della giunta ovvero Vittorio Ciancaleoni (48 anni, impiegato bancario), Enzo Fastellini (57 anni, impiegato pubblico), Moreno Landrini (49 anni, geometra) e l’ex segretario del Pd Irene Falcinelli (47 anni, insegnante). Al voto andrà anche Piegaro, dove il match sarà tra Miriana Marabissi, 52enne assessore uscente, cuperliana, e il renziano Roberto Ferricelli. Un altro comune lacustre dove si ricorrerà alle primarie è Paciano: da una parte c’è Fausto Santiccioli, 66enne assai conosciuto visto che dal 1981 al 1990 è stato sindaco di Castiglione del Lago; dall’altra c’è Riccardo Bardelli, assessore uscente della giunta di Franco Fratoni, classe 1979.

Pieve e Panicale Sempre domenica, a Città della Pieve, si gioca un’altra partita interessante. Sulla graticola allestita nei gazebo è stato messo il sindaco uscente Riccardo Manganello, nato nella comunistissima frazione di Moiano, una sorta di Stalingrado umbra. Il secondo candidato, caso curioso, è spuntato dentro l’esecutivo: si tratta di Andrea Galletti, assessore che arriva dall’arcipelago del fu Ppi. Prima di Galletti era sceso in campo Fausto Scricciolo, espressione di un altro arcipelago, quello che sulle cartine politiche si trova alla sinistra del Pd. Determinante in questo caso sarà l’orientamento dei renziani, che hanno in mano il partito. Il 9 marzo, invece, voteranno i cittadini del centrosinistra a Panicale: qui il match è a tre tra Giselda Bruni, 56enne insegnate e assessore uscente della giunta di Luciana Bianco e il giovane avvocato Giulio Cherubini, ritirato Antonio Gallo, attuale assessore ai Lavori pubblici e figura da lungo tempo sulla scena.

Montefalco e Magione Per quanto riguarda Montefalco invece,in corsa Alessandro Broccatelli, già assessore della giunta Valentini e consigliere comunale uscente. A sfidarlo nelle primarie di domenica 9 sarà Maurizio Biondi. Lo stesso giorno il centrosinistra sceglierà il suo candidato sindaco a Magione: favorito pare essere l’attuale assessore alla Cultura Giacomo Chiodini, 32 anni, che se la dovrà vedere con l’attuale preside dell’Ipsia di Perugia, Giuseppe Materia (Sel). Una corsa che sarebbe in realtà dovuto essere più ampia, visto che all’ultimo momento si sono ritirati il renziano Diego Contini e il vicesindaco uscente Luciano taborchi (Ps). Per completare il quadro del Trasimeno, per il momento niente primarie a Tuoro, dove dalla consultazione interna al partito è uscito il nome di Patrizia Cerimonia. Una situazione che potrebbe cambiare solo se Sel deciderà di chiedere le primarie di coalizione.

Spoleto A Spoleto il Pd è spaccato sul ricorso alle primarie, giudicate pericolose da una componente del partito, la stessa che spinge per convergere su un candidato condiviso ed espressione della società civile. Il problema, però, è che nonostante le disponibilità registrate da moderati e liste civiche a ragionare intorno a una soluzione di questo tipo, il nome della personalità aggregante non è ancora spuntato. E così le primarie, soprattutto di partito, restano un’opzione sul tavolo.

Foligno A Foligno, invece, il sindaco uscente Nando Mismetti e i due potenziali sfidanti, Vincenzo Riommi e Joseph Flagiello, hanno chiesto la deroga alla scadenza per la presentazioni della candidature alle primarie nel tentativo di ricomporre la frizione. Qui i democratici sono apparsi in un primo momento profondamente spaccati, salvo poi impegnarsi a trovare l’agognata convergenza. Che però, anche in questo caso, resta tutta da decifrare. A Foligno, a differenza di Spoleto, gli alleati, in particolare quelli di Sel hanno già presentato, in un’ottica di primarie di coalizione, la candidatura dell’assessore uscente Elisabetta Piccolotti.

Twitter @DanieleBovi

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