di Ivano Porfiri
E’ un richiamo forte al rispetto delle regole quello che arriva da Pierluigi Bersani, che ha scelto Terni per una delle sue ultime tappe nella corsa alle primarie del centrosinistra. Davanti a lui i maggiorenti del partito, dal segretario Lamberto Bottini alla presidente della Regione Catiuscia Marini, i parlamentari Sereni, Bocci e Trappolino, oltre ai ternani Di Girolamo, Brega, Rossi e Giovannetti. Bersani ha incontrato a porte chiuse i rappresentanti delle Tsu della Tk-Ast insieme agli altri politici. Lasciati fuori, invece i giornalisti, a cui si è concesso successivamente.
«Sull’Umbria penserò…» Da parte dei cronisti non si poteva non esordire sulla sconfitta in Umbria e nelle regioni rosse per Bersani. «Non mi sono messo ad astrologare sul perché ha vinto Renzi – ha risposto -, anche perché siamo tutti nella stessa squadra. Non è come quando vince la destra o la sinistra. Detto questo quando sarà finita la vicenda ci penserò. Adesso, francamente, non ci sto pensando».
Regole Ma è sulle regole che batte soprattutto il segretario. «Le regole – ha detto Bersani – sono importanti, logiche, razionali e giuste. Le abbiamo condivise, le hanno condivise quei 3.200.000 persone che sono state a queste regole e quindi dico a chi vuole venire a votare per me al ballottaggio: venite pure, ma dentro il rispetto delle regole e mi auguro che Matteo Renzi dica altrettanto». Bersani ha precisato che «non stanno volando gli stracci tra di noi, non esageriamo. C’è un tema che è quello di mantenere fino alla fine il rispetto delle regole che ci siamo dati. Io, anzi, voglio dire a tutti quelli che incontro per strada che vogliono votare per me: vacci pure ma nel rispetto rigoroso delle regole che – ha sottolineato – tutti insieme ci siamo dati perché chi si candida a governare deve dare l’esempio».
Renzi al governo? «Vedremo se mi fanno fare una squadra di governo… Prima promuovetemi allenatore e poi vi dirò la squadra». Risponde così il segretario a chi gli chiede se, in caso di vittoria delle primarie, prenderebbe il suo avversario Matteo Renzi in una eventuale squadra di governo.
Primarie Pdl Interrogato sul centrodestra Bersani ha detto di augurarsi «seriamente che il Pdl faccia le primarie e aggiunto persino che nessuno potrà pretendere che le possa fare in modo perfetto, perché i tempi sono stretti. Per Bersani, «un segnale anche da quel lato, di riprendere una politica che torni a meccanismi di partecipazione, sarebbe importante per il sistema». Il leader Pd ha aggiunto però che «è chiaro che quando vuoi passare alla democrazia alla partecipazione, devi accertarti di aver deposto l’imperatore, perché se pensi di tenerti l’imperatore e di passare alla democrazia, ad un certo punto succede che le cose non funzionano».
Berlusconi nello spogliatoio E Berlusconi? «Io credo che sia nello spogliatoio con una scarpetta allacciata e l’altra no per vedere se si decide a scendere – ha risposto ironicamente Bersani -. Non credo che questo sia il problema oppure ancora crediamo a quello che Berlusconi dice? No, secondo me sta valutando lui con le sue forze se c’è ancora il campo poiché per scendere in campo ci vuole il campo. Se vede che c’è il campo, se vede cioè che ci sono delle possibilità per un risultato lo farà». Sull’entità di questo risultato, il segretario Pd sottolinea che «non riesco a valutarla, per ora mi sembrano un po’ demoralizzati».
Grillo e il tabernacolo Sul movimento di Beppe Grillo il segretario del Pd richiama invece l’attenzione al tema della democrazia. «Certo, Grillo è un contendente – ha detto -. Io non riesco a percepire come avversario un giovane del Movimento 5 Stelle che vuole pulizia dalla politica, sobrietà e che gli piace la rete. Francamente mi sembra uno che mi stimola a fare meglio perché sento anch’io questo problema. Considero più avversario chi pensasse, magari Grillo o qualcuno di quel movimento, che possa essere quello il modello democratico». Secondo Bersani «non può esserci uno che dà solo le indicazioni e non risponde mai a una domanda. Non esiste – ha affermato – attenzione: c’è un tema democratico. Se va al Governo cosa fa, governa da un tabernacolo? Siamo fuori dal contesto di democrazia moderna e quindi attenzione su questo punto. Così come – ha aggiunto – attenzione ad ammucchiare tutto, non c’è più né destra né sinistra, usciamo dall’euro, non paghiamo i debiti. Attenzione – ha ammonito Bersani – che il mondo ci guarda».

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