di Ivano Porfiri
Non è Bersani e non gli somiglia. Ma a portare il verbo del segretario del Pd, candidato alle primarie del 25 novembre, è toccato a lei: Alessandra Moretti, giovane avvocatessa vice sindaco di Vicenza e portavoce del comitato nazionale «Tutti x Bersani».
Intervista video ad Alessandra Moretti
Pd diviso? Ad accoglierla il gotha piddino e istituzionale: dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, ai segretari regionale del Pd Umbria, Lamberto Bottini, provinciale e Dante Andrea Rossi e comunale Franco Parlavecchio. Tutti schierati con la casacca bersaniana. Gli stessi non si erano mobilitati all’arrivo dell’altro candidato Pd, Matteo Renzi. Su questo Moretti glissa: «Spaccatura? Io non credo, Bersani ha lanciato un messaggio di sobrietà verso i suoi competitor, le primarie saranno un festa democratica, per rafforzare il partito e non per lacerarlo. Auspico che non ci sia divisione perché la gente non si aspetta da noi che ci sia una battaglia interna, l’apertura a Renzi è stata un gesto di generosità».
Pd umbro «Il partito umbro – ha detto Moretti poi – mi ha fatto un’ottima impressione: il segretario rappresenta il rinnovamento vero, una bella faccia che si impegna per il territorio. La presidente Marini è una donna forte e impegnata: questo è il futuro del Pd».
Portavoce del segretario Sul fatto che stia facendo il giro delle regioni in vece di Bersani, Moretti si schermisce: «Io ascolto e riporto. L’agenda di Bersani è molto fitta di incontri, non so se tornerà in Umbria prima delle primarie. La portavoce ha un ruolo diverso, cerco di capire i bisogni dei territori e riportare al segretario quello che raccolgo da questi incontri».
Su Renzi e rottamazione Attacco alla rottamazione Moretti non calca la mano sul clima avvelenato che ha contraddistinto la corsa alle primarie. «Sarà comunque una festa», dice con un bel sorriso. Sulla rottamazione: «Io ho sempre fatto battaglie per il rinnovamento del partito. La rottamazione è un’altra cosa: una parola volgare, rancorosa, violenta. Credo che rinnovamento vero lo si faccia attraverso un patto tra le generazioni, un incontro e non con uno scontro lacerante e distruttivo. Il rinnovamento si fa nelle sedi del confronto interno al partito e non dalle piazze e dai palchi da cui si lanciano slogan».
Grillo e la destra Per Moretti, comunque, non si chiama Renzi il nemico. «L’avversario principale del Pd – dice – sono le demagogie, i populismi e la destra, che noi dobbiamo sconfiggere. Grillo fa dell’antipolitica la sua bandiera: adesso preso di mira Renzi, domani qualcun altro, non entro nel merito». Invece il Pd deve «saper parlare poi con chi non va più a votare, ritornare a fare buona politica. Come partito popolare dobbiamo stare dove c’è la sofferenza, il disagio: Bersani è il più adatto a coniugare crescita e welfare».
