Urbano Barelli

Ci sarà anche l’avvocato Urbano Barelli, presidente di Italia Nostra nella corsa a sindaco di Perugia. Guiderà probabilmente una lista civica che riunisce diverse associazioni cittadine. Anche lui, dunque, in lizza per la poltrona di primo cittadino oltre a Wladimiro Boccali per il centrosinistra, l’avvocato Corrado Zaganelli per il centrodestra, l’altro avvocato Cristina Rosetti per il M5s e Dramane Waguè con la lista civica ‘Idee per Perugia’.

Le prime dichiarazioni «Ho deciso di accettare la candidatura a sindaco di Perugia per le prossime elezioni amministrative e di mettermi a disposizione di un progetto di vero cambiamento della città – sono le prime parole di Barelli -. Il declino di Perugia è sotto gli occhi di tutti: degrado, insicurezza, disagio sociale, caos urbanistico, speculazione edilizia, desertificazione del centro storico, mancanza di partecipazione e di trasparenza amministrativa. Questi sono alcuni dei problemi che attanagliano la città, inchiodata a quel drammatico primato di capitale della droga che la stampa nazionale non perde occasione di ricordarci.
Perugia è anche altro, deve sempre più essere altro. Una nuova e grande Perugia è possibile, e la città potrà rinascere con queste elezioni comunali, se si coglierà l’occasione che le forze civiche e i comitati cittadini hanno saputo creare e mettere in campo per il cambiamento».

Nuovo modello di crescita Secondo Barelli «occorre cambiare il modello di crescita e lavorare nella prospettiva di un’economia verde fatta più di beni immateriali che materiali, più di manutenzione del territorio che di consumo e trasformazione, più di autostrade informatiche che di autostrade di catrame e cemento, più di riciclo che di consumo usa e getta, più di cultura che di cemento. Tutto ciò anche per cogliere le opportunità offerte dai fondi europei che vanno in tali direzioni. L’obiettivo è di lavorare per un città che, con orgoglio e convinzione, torni ad essere Capo-luogo culturale, sociale, ambientale ed economico di una regione e, soprattutto, di un territorio più ampio».

Verso la macro-regione Il dibattito che si è aperto sull’abolizione di tutte o delle regioni più piccole (quindi dell’Umbria), per Barelli «deve vedere Perugia non sulla difensiva, ma protagonista di un percorso di macro-regione (con Perugia baricentro geografico e culturale) o di inserimento nel gruppo delle città metropolitane. Perugia e l’Umbria non possono permettersi di perdere la Regione e tale rischio potrà essere scongiurato solo se la nostra città saprà recuperare la sua identità, la sua storia, la sua dignità, e, nello stesso tempo, saprà accrescere il suo benessere e la sua qualità della vita».