di Daniele Bovi
Se a Palazzo Donini si aumentano le tasse per i redditi più alti, dall’altro lato di corso Vannucci si lavora per un taglio strutturale in particolare di Tari (la tassa sui rifiuti) e addizionale Irpef.
L’ordine del giorno Mercoledì infatti la commissione Bilancio del Comune di Perugia ha approvato, a maggioranza, un ordine del giorno di Pd e alleati con il quale si impegnano sindaco e giunta a una sforbiciata non una tantum – come ha spiegato la maggioranza in una conferenza stampa dopo l’approvazione dell’odg – ma strutturale. Per finanziare l’operazione – la cui quantificazione precisa spetterà agli uffici dell’Assessorato al Bilancio di Alessandra Sartore, si potrebbero usare anche le risorse recuperate attraverso l’operazione di ripulitura del bilancio; lavoro che andrà avanti anche negli anni seguenti.
Tari Partendo dalla Tari, arrivata in queste settimane nelle cassette postali di famiglie e imprese con un altro aumento, l’odg impegna la giunta intanto a coprire integralmente tutte le richieste di esenzione. Per il prossimo anno invece si punta a innalzare la soglia di esenzione totale da 6mila a 9mila euro di reddito Isee; per quanto riguarda invece il contributo del 50 per cento, ora previsto per famiglie con Isee tra 6mila e 7.500 euro, la soglia sale da 9mila a 10.500 euro; per il contributo del 30 per cento si passa invece dalla fascia 7.501-9mila euro a 10.501-12mila euro.

Compostaggio Riduzioni vengono chieste anche per famiglie con Isee sopra i 21mila euro, con aumento di mille euro rispetto a ora. Oltre a ciò viene chiesto anche di introdurre una riduzione per chi decide di fare il compostaggio domestico, oggi scelto da circa il 10 per cento dei contribuenti; e proprio sul compostaggio viene richiesto a Gesenu di fare una campagna ad hoc.
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Irpef Per quanto riguarda invece l’addizionale Irpef (per il 2025 Palazzo dei Priori prevede di incassare quasi 20 milioni di euro), la proposta è quella di innalzare la soglia di esenzione da 12.500 a 18mila euro, o comunque a una «sostenibile a livello di bilancio in maniera strutturale sul lungo periodo». Secondo quanto spiegato dal dem Nicola Paciotti a proposito dell’Irpef la platea dei cittadini coinvolta passerebbe da 41mila a 55mila; un aumento fra il 30 e il 40 per cento è previsto anche per la Tari.
La minoranza Nel corso della seduta è stato respinto un altro ordine del giorno, stavolta della minoranza, con il quale si chiedeva di rivedere l’addizionale Irpef, potenziando la struttura a scaglioni e alzando la soglia di esenzione; oltre a ciò si chiede di potenziare le agevolazioni Tari e valutare una riduzione dell’Imu.
Niente leggerezza Sartore intervenendo su entrambi i documenti ha in primis sottolineato che il tema di una riduzione del gettito «non va mai approcciato con leggerezza». «L’attuale amministrazione – ha detto – tende a pensare che sia possibile per il futuro sia tutelare i servizi sia bilanciare la pressione fiscale. L’intenzione è quella di concentrarsi su due tributi, Tari e addizionale Irpef». In particolare per Sartore non potendo prevedere se in futuro arriveranno o no nuovi tagli del governo, al momento la strada più razionale è quella di procedere con le esenzioni. Il dirigente Stefano Baldoni ha rimarcato che le proposte dei due ordini del giorno, pur ammissibili, devono essere valutate per l’impatto sul bilancio, specie sul fronte del gettito e della sostenibilità. Nonostante il buon risultato del rendiconto 2024, infatti, restano criticità legate alle spese ricorrenti, come energia e servizi in aumento, accantonamenti obbligatori e costi sociali crescenti, che mettono a rischio l’equilibrio finanziario dell’ente anche per gli anni futuri.
Il voto Nel corso del dibattito Margherita Scoccia (FdI) ha proposto la possibilità di integrare i due atti ma, dopo una breve dialogo tra maggioranza e opposizione, Scoccia ha spiegato che si sarebbe astenuta ritenendo che i contenuti dei due atti potessero integrarsi,ì.
