Un bambino a scuola (foto Troccoli)

 di Francesca Marruco

A due giorni dalla riunione della commissione consiliare permanente, sollecitata dai consiglieri Pd per discutere del futuro delle mense delle scuole comunali di Perugia, le associazioni dei genitori delle scuole comunali di Perugia chiedono pubblicamente al sindaco Andrea Romizi di riceverli, dopo il fallimento delle trattative fino ad ora andate in scena ad un tavolo prettamente tecnico e dopo un incontro annullato 20 giorni fa.

Genitori: è inaccettabile «Prendiamo atto – si legge in una nota dei genitori – del fatto che il Comune non intende dare corso alla nostra proposta tecnica con motivazioni che non condividiamo. È inaccettabile che tutte le alternative proposte (Associazione di volontariato, Fondazione, Istituzione ed altro) vengano cassate, quando in altri Comuni d’Italia vengono attuate e funzionano. Se poi la soluzione dell’appalto deve risultare a tutti i costi la migliore, perché ritenuta quella più economica, allora significa che il vaglio della nostra proposta esula da valutazioni puramente giuridiche».

Nessuna risposta dal sindaco «Desta amarezza il fatto – obiettivo – che ad oggi il nostro Sindaco non abbia ancora risposto al Protocollo d’intesa a seria garanzia dell’impegno politico che è stato finora soltanto affermato a parole e relegato al tavolo tecnico, e che ha lo scopo di scongiurare il rischio che tutto si riduca alla mera volontà di acquisire l’appoggio dei genitori per confermare la bontà di decisioni inamovibili prese dall’alto. Insistiamo – scrivono ancora i genitori – nella costituzione di una Commissione Paritetica per concertare l’alternativa e consentire l’effettiva partecipazione dei genitori alla formazione della volontà pubblica. Restiamo in attesa di ricevere entro e non oltre martedì 9 giugno notizie in merito alla data di un ulteriore incontro con il Sindaco, già rinviato il 20 maggio perchè era malato. Informeremo i genitori mediante un’assemblea generale, che si terrà giovedì 11 giugno ore 21.00, ed alla quale abbiamo invitato anche il Sindaco».

Svuotamento ruolo genitori E intanto, è il consigliere comunale del Pd Tommaso Bori a dare man forte ai genitori: «Il Comune – scrive in un comunicato stampa – ha inoltre deciso di procedere, a ritmi serrati, alle procedure di appalto e quindi alla completa esternalizzazione del servizio mensa (sulla carta per un anno ma è chiaro che lo smantellamento dell’attuale schema renderà impraticabile il successivo ripristino delle attuali buone prassi). Ciò produrrà nella sostanza lo svuotamento del ruolo dei comitati dei genitori che invece fin qui hanno prodotto elevatissimi standard di qualità, di trasparenza e di risparmi reinvestiti nelle scuole».

Smentiscono se stessi? I genitori avevano quindi avanzato una proposta tecnica, che però è stata respinta dal tavolo tecnico coi dirigenti. «La proposta – spiega Bori nella nota stampa -, nella sostanza identica alla attuale schema vigente, è stata bocciata adducendo l’insostenibilità giuridica sia della attuale convenzione che della nuova proposta dei genitori senza motivare nero su bianco quale sia la norma sopravvenuta dopo il 2012 o anche dopo il 2014 (anno in cui dalla stessa amministrazione Romizi è stata prorogata la medesima convenzione). Qualora l’amministrazione comunale decida, come sembra, di percorrere la strada dell’esternalizzazione, anche solo per un anno, tramite appalto, il PD nell’ottica della più completa trasparenza amministrativa si impegnerà ad attivare nelle sedi consiliari competenti tutte le misure di controllo e di condivisione contrapponendo alla “discrezione” la più ampia partecipazione».

M5S: garanzia filiera corta Sul tema è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle con un altro ordine del giorno che verrà discusso sempre mercoledì in commissione, in cui si chiede che venga «garantita nelle mense scolastiche ed in ogni struttura pubblica che abbia come utenti i bambini, un’adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica» e a «prevedere nel bando di gara d’appalto per l’affidamento e la gestione dei servizi di refezione scolastica, l’attribuzione di un punteggio premiale per le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello “dieta mediterranea” con una limitazione nel consumo di carni rosse, carboidrati semplici, pasta e pane non integrali».

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