Andrea Romizi

di Ivano Porfiri e Daniele Bovi

È stato tutt’altro che un pesce d’aprile il tentativo in extremis di portare Anna Rita Fioroni nel campo del centrodestra per candidarla a sindaco di Perugia. Ma l’ex senatrice è rimasta fedele al Pd (anche se c’era chi la consigliava diversamente) e così si è stretto intorno a chi poteva essere pronto subito a buttarsi nella mischia: Andrea Romizi di Forza Italia ed Emanuele Prisco di Fratelli d’Italia col primo nettamente favorito.

Ipotesi Fioroni Sul tentativo di “sedurre” la Fioroni, nonostante le smentite, si è lavorato dopo il niet di Corrado Zaganelli (e forse anche prima). Il nome della sfidante di Boccali alle primarie intrigava, per diversi aspetti, soprattutto la commissaria di Forza Italia, Catia Polidori: avrebbe rivestito la figura di una imprenditrice, cattolica, capace di attrarre parte del mondo economico perugino. Così lunedì pomeriggio Polidori ha contattato l’esponente Pd (che ha deciso di tirarsi fuori dalla corsa al Comune dopo la sconfitta alle primarie). La spinta a coinvolgerla sarebbe arrivata dall’alto, direttamente da Arcore. La ex senatrice ha, però, resistito alle sirene.

L’ultimo no Anzi ha reagito duramente a un post su Facebook della presidente Catiuscia Marini per aver aggiunto dei punti interrogativi all’articolo di Umbria24 che parlava dell’idea di Polidori: «I punti interrogativi mi offendono e sono in linea con il tuo comportamento scorretto tenuto in campagna per le primarie – ha scritto -. Ricordo il tuo discorso di chiusura. Rivelano la tua natura». Dalla Marini prima una risposta abbozzata: «Annarita stai serena. Che linguaggio usi?», poi rimossa. L’ultimo no Fioroni lo ha ribadito nel pomeriggio al senatore Franco Asciutti. Un pomeriggio dove sui tavoli sul centrodestra sono circolati anche sondaggi impietosi, realizzati prima della discesa in campo della candidata del M5S Cristina Rosetti.

Opzione interna A quel punto si è tornati sull’opzione interna allo schieramento. A chi, cioè, poteva essere pronto subito. «Stiamo lavorando sulle liste – afferma nel pomeriggio di martedì Massimo Monni di Ncd – siamo a buon punto, ma se non stringiamo rischiamo di dover ricominciare da zero». A metà giornata sono, quindi, tornati a incontrarsi Fiammetta Modena (FI), Franco Asciutti (Ncd) e Marco Squarta (Fd’I). I tre hanno riferito come non erano percorribili le ipotesi Daniele Porena e Francesco Calabrese, di cui si era parlato lunedì. Così i profili migliori in campo sono rimasti quelli di due giovani: Andrea Romizi ed Emanuele Prisco, col primo nettamente favorito. Ma l’ultima parola spetterà all’Ncd: deciderà entro mercoledì.

Ostacolo lista centrista Uno dei punti chiave per la scelta del candidato è l’ostacolo che la coalizione potrà trovarsi davanti se, come pare, non c’è nessuna intenzione di fare passi indietro nella presentazione della lista centrista con Otello Numerini candidato sindaco. Si sceglierà chi sarà capace di allargare più possibile il centrodestra e si chiuderà, perché si rischia il linciaggio da parte dei militanti. Ma la “cosa bianca” fa paura. E non poca. E chi nel centrodestra guarda con distacco quanto sta avvenendo in questi giorni commenta così: «È un tristissimo fine epoca, e ora si stanno passando il cerino».

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