Romizi e la giunta (foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

«Quello che stiamo tracciando è l’ultimo bilancio della passata amministrazione, non il primo della nuova». Mette subito le mani avanti il sindaco Andrea Romizi, che ha convocato una conferenza stampa di sabato mattina alle 10, accompagnato da quasi tutta la giunta (mancano Prisco e Barelli), per fare il punto dopo le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi sul tema dei conti pubblici cittadini.

Tasse «Con le aliquote già al massimo dall’anno scorso – dice Romizi – abbiamo trovato un impegno di spesa sul 2014 già superiore di 8 milioni. Stiamo lavorando per recuperarlo, e sarà già molto, se poi riusciremo a non porre le aliquote massime sarà fare un miracolo, ma voglio che sia chiaro il punto di partenza». A chiarire ancora meglio ci pensa l’assessore Michele Fioroni: «La stagione Romizi è appena iniziata, in questa fase bisogna ancora fare i conti. Ora stiamo creando le premesse per arrivare in salute, per mantenere il prossimo anno le promesse fatte in campagna elettorale. In questo anno abbiamo pochi margini di manovra, siamo entrati in corsa. Nel 2015 arriveranno gli interventi strutturali».

Tasi Nel mirino soprattutto la Tasi e la tassa di soggiorno, che in campagna elettorale Romizi e la sua coalizione si erano impegnati, in un caso ad applicare l’aliquota minima, e nell’altro a eliminarla. «Se si vuole essere seri – spiega il sindaco – le cose vanno fatte studiando i conti. Noi lavoriamo per avere le condizioni giuste nel 2015, ora stiamo seminando. A questo punto abbiamo 2 binari: quello emergenziale di questo bilancio da governare, poi c’è quello della revisione della spesa». In particolare sulla Tasi, l’assessore al Bilancio Cristina Bertinelli approfondisce: «Stiamo facendo le proiezioni, ci stiamo lavorando. Sicuramente le aliquote già nel 2013 erano al massimo, non so se sapremo mettere in campo qualcosa di migliorativo, ma non sarà facile: stiamo lavorando per far quadrare i conti».

I conti lasciati Bertinelli ha illustrato i conti trovati entrando a Palazzo dei Priori: «Arrivando qui abbiamo scoperto come, negli ultimi anni, si sia governato spesso con le anticipazioni di tesoreria, diventate una pratica strutturale. Per capire: nel 2011 erano in media di 500 mila euro, nel 2012 salite a 11 milioni, nel 2013 a 20 milioni. Oggi siamo a 25 milioni: sarà una pratica da correggere in futuro». C’è poi lo “sbilancio” emerso in fase di costruzione del bilancio di previsione 2014: «Gli uffici avevano presentato richieste di aumento della spesa corrente di 6 milioni, che sono state bocciate, poi i nuovi tagli del governo tolgono altri 3,5 milioni, che andranno invece recuperati ricontrattando le convenzioni in essere da qui a dicembre».

Dove tagliare? Recuperare i 3,5 milioni non sarà facile. «Abbiamo chiesto uno sforzo a ogni ufficio – riferisce Romizi – ognuno deve risparmiare circa il 20% anche se non con la tecnica del caterpillar: non si taglia dove non è possibile come nel sociale, ad esempio».Tra le ipotesi emerse, Dramane Waguè ha sottolineato come «non si toccheranno le scuole (mense, pulizie), ma se gli anziani devono aiutare ad attraversare la strada, devono dare una mano magari gratis». Sui trasporti, Cristiana Casaioli ha detto che «stiamo analizzando ogni singolo capitolo di spesa, valutiamo l’apertura delle scale mobili alle 6.30 anziché alle 6 visto che non sono così usate in quella fascia. Il minimetrò? Certo costa molto, ma c’è anche il tema del riequilibrio dei contributi regionali: Perugia paga il 40% del costo del trasporto pubblico umbro ma riceve una miseria». Edi Cicchi ha rimarcato come «nel sociale rivedremo convenzioni ma ci sono cose su cui non possiamo esimerci (minori, anziani e disabili), non verranno toccate se non per pochi spiccioli. Altri servizi andranno riorganizzati, come nel socio-sanitario, insieme con la Usl».

Spending review Per reperire risorse, specie in ottica futura, è stata messa in campo una commissione per la “spending review” con Francesco Calabrese nelle vesti di Cottarelli in salsa perugina. «Il senso della commissione è agire nella trasparenza anche coinvolgendo le opposizioni – ha spiegato Romizi – è un modo di aprire le porte. Non comprendo i rilievi dei 5 stelle, secondo cui non sarebbe prevista dallo statuto. Bisogna capire il momento: o si ha il coraggio di capire o non si farà un buon servizio alla collettività». Per il sindaco «va modificata la cultura politica, bisogna rompere con gli schemi del passato, in cui chi era al governo amministrava nelle segrete stanze e di là c’era l’opposizione quasi “gufando” perché le cose andassero male. Oggi bisogna rompere gli schemi: chi governa deve avere la capacità di aprire a tutti». Sul lavoro della commissione, Calabrese ha spiegato che «la distribuzione delle risorse si sta spostando dalla spesa storica ai costi standard e il Sole 24 ore ci ha detto che noi spendiamo il 30% in più cioè 50 milioni di euro rispetto alla media nazionale. Vogliamo capire perché, in modo trasparente: la commissione si riunirà tutti i martedì da qui a dicembre: le porte sono aperte a tutto il consiglio comunale e alla cittadinanza».

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