L'oratorio pieno per l'appuntamento di Costituente Perugia (foto U24)

di Daniele Bovi

Un tavolo alternativo a quello attuale, con l’obiettivo di trovare soluzioni diverse rispetto a quelle attualmente sul tavolo. È questa l’opzione della quale si è discusso giovedì nelle stanze del Pd umbro e perugino. A lavorarci è il segretario comunale Sauro Cristofani che, rispetto alla candidatura a sindaco, preferirebbe un’opzione diversa rispetto a quella che porta il nome di Vittoria Ferdinandi.

Il tavolo coinvolgerebbe Azione (che insieme a +Europa e Socialisti per Perugia ha lanciato la candidatura di Giacomo Leonelli), Blu (la formazione di Adriana Galgano), l’Italia dei valori e Progetto Perugia, all’interno del quale però anche i più duri sembrano pronti a rientrare con il centrodestra. Il problema è che, ovviamente, un’opzione di questo tipo confliggerebbe con quella del campo largo, battezzato giusto domenica scorsa da Pd, Psi, M5S, Verdi-Sinistra e Civici umbri; un conto infatti sarebbe allargare gli attuali confini della coalizione (dal vertice di alcune ore fa sono arrivati inviti ad aderire, respinti da Massimo Monni), un altro è sostituire le gambe del tavolo, con tutte le conseguenze del caso.

VIDEO – BELARDI: «SE CI SONO ALTRE PROPOSTE LE ASCOLTEREMO»

Lo scontro L’opzione però dimostra la (eufemismo) differenza di vedute all’interno del Pd. Nella segreteria di martedì sera infatti lo scontro tra le due diverse visioni, raccontano i partecipanti, è stato durissimo tanto che la possibilità delle dimissioni dell’ex Margherita Cristofani, rimangono ancora sul tavolo. Non esattamente il modo migliore per il Pd perugino, in caso, di affrontare una campagna elettorale che partirebbe già con notevole ritardo rispetto al centrodestra, dove la macchina politico-elettorale è in moto già da tempo.

La frenata Giovedì intanto sulla possibile candidatura a sindaca di Ferdinandi il Psi frena. Giovedì in una nota i vertici del partito hanno sottolineato che la candidatura «non è stata discussa» su nessun tavolo e che quindi, al momento, il cosiddetto campo largo del quale il Psi fa parte non ha ancora scelto nulla. «Assistiamo ancora a un vero e proprio stillicidio di nomi – scrive il Psi – promossi o bocciati sulla stampa, e non nelle sedi deputate a ragionarne e finanche a ricostruzioni fantasiose di queste riunioni». Un modo di fare che «non ci appartiene, non è condivisibile e non aiuta a trovare una soluzione, per le quale siamo ampiamente in ritardo. Sarebbe paradossale che tali metodi riportassero indietro il percorso che ha portato alla bella iniziativa di domenica».

Campo largo Il Psi ha infatti dato vita insieme a Pd, M5S, Verdi-Sinistra e Civici umbri a «Un patto avanti», prima iniziativa comune in vista di un 2024 cruciale dal punto di vista elettorale. Il nome di Ferdinandi è stato discusso informalmente tra gli alleati e sarà portato ufficialmente al tavolo il 30, giorno in cui tutto il campo largo, al quale si è unito anche Demos, terrà una conferenza stampa in cui «sarà dato spazio ad aggiornamenti in merito alle amministrative di giugno». Insomma, il gong suonerà ufficialmente la prossima settimana  e a quel punto si vedrà se la candidatura Ferdinandi, al momento la più probabile, sarà ancora in piedi. 

Belardi Giovedì pomeriggio intanto sono state oltre cento le persone che hanno riempito l’oratorio di San Francesco dei Nobili per il nuovo appuntamento organizzato da Costituente Perugia. A guidare l’iniziativa dal titolo «Perugia sospesa e Perugia possibile» il professor Paolo Belardi, per mesi tra i papabili candidati sindaco della città. All’oratorio si è parlato di sanità, welfare, cultura e città digitale con gli interventi di Paola Brunori, Lorella Mercanti, Franco Ruggieri e Fabio Viola.

Costituente Tra gli altri Ruggieri, fondatore del Teatro stabile dell’Umbria, è stato durissimo sulle politiche culturali del Comune: «In 10 anni – ha detto si è fatto poco e male. L’amministrazione si è caratterizzata solo per Perugia 1416. Per vincere le elezioni è ora di trovare un candidato, anche se è tardi». E a proposito di candidature, Belardi a chi gli chiede cosa farebbe in caso il nome alla fine non fosse il suo, risponde così: «Se ci saranno proposte le ascolteremo, le valuteremo e poi risponderemo». Di sicuro i contatti con il Pd sono in corso.