Rivedere il Piano economico commerciale del centro storico prevedendo la possibilità di aprire o trasferire locali da ballo, purché l’ambiente sia adeguatamente insonorizzato; rivedere la zonizzazione acustica di piazze e vie del centro storico con un piano specifico per aree dedicate ai locali di intrattenimento. Lo chiede il consigliere del Pd Tommaso Bori, alla luce dei recenti provvedimenti di chiusura di locali pubblici dell’acropoli per sforamento dei limiti di decibel consentiti.
Nessun locale in centro «Le ordinanze del sindaco – scrive Bori – nel periodo estivo hanno disposto la chiusura di numerosi locali pubblici del centro storico per sforamento dei limiti di decibel consentiti (per l’acropoli perugina stabiliti in 3 pari al “fruscio delle foglie” o al “sussurro umano”». Il consigliere sottolinea «il dibattito cittadino che si sta sviluppando sul tema, le rivendicazioni degli operatori e le raccolte firme portate avanti dai giovani di Perugia». Anche perché, nel Piano economico commerciale del centro storico «è stato posto un blocco inderogabile sia all’apertura che al trasferimento di attività che oggi, con l’attuale normativa, sarebbero classificate come locali con “licenza di pubblico spettacolo con attività connesse al ballo». E di tutti quei locali che c’erano (Domus, Club 27, Story Teller solo per citarne alcuni) è rimasto solo il Velvet in viale Roma, «il che costringe tutti i giovani perugini, gli studenti fuorisede che la nostra città ospita e i ragazzi delle città limitrofe a spostarsi in periferia o in altri comuni per poter ascoltare concerti musicali o serate di intrattenimento in cui vi sia la possibilità di ballare».
Rimuovere il blocco L’attrattività di un centro storico, per Bori «si misura anche sulla qualità dei locali, degli spettacoli e dell’intrattenimento che è in grado di offrire ai turisti, ai residenti e ai suoi frequentatori. Non è altresì pensabile che in tutta l’acropoli non vi sia neppure un locale con una licenza di pubblico spettacolo connessa all’attività di ballo a causa della chiusura dei locali precedentemente presenti e il contestuale blocco del rilascio di nuove licenze». Perciò chiede a sindaco e giunta di attuare la delibera del Consiglio comunale numero 34 del 7/4/2014 e a permettere quindi di poter riaprire locali in centro.
