Tommaso Bori (PD)

di Iv. Por.

«Giaffreda, Miccioni abbinano saggezza al confronto democratico leale e corretto. Bori è difficile, avrei detto rompicoglioni, ma non posso davanti alle telecamere. E’ più forte di lui». La definizione è di quelle forti, specialmente se viene da un assessore come Dramane Waguè ed è rivolta a un consigliere comunale di opposizione come Tommaso Bori del Pd. Certo, non siamo ai livelli di Scajola con Marco Biagi, ma un po’ di polverone a livello cittadino la vicenda è destinata a sollevarla.

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L’intervista Intervistato da Pasquale Punzi nella sua rubrica ‘Corso Vannucci’ (sul web e su Retesole venerdì alle 22.30, sabato alle 13, domenica alle 13 e alle 20.25 e martedì alle 18.45), l’assessore definisce Bori, appunto «rompicoglioni». «Non posso dare altri appellativi – spiega Waguè – a uno che al ballottaggio prende l’uomo nero che si allea con Romizi definendolo uno scandalo, mi sembra che non abbia capito tante cose». Stuzzicato, aggiunge: «Sono ragazzi che devono maturare, quando arriverà la fase della saggezza sarà un po’ più facile confrontarsi, romperà meno i coglioni e diventerà una figura della città al di là di maggioranza e opposizione, il che vuol dire saper riconoscere alla maggioranza se fa una cosa ottima. Io sono cresciuto col motto libertè, egalitè, fraternitè che è la libertà di scelta il che vuol dire anche possibilità di uscire da un partito se non è più consono alle proprie idee».

Bori: «Suoi insulti sono medaglie» La replica di Bori è affidata a semplici risposte ai tanti post di solidarietà sulla sua pagina Facebook. Del tipo: «Hai capito che livello?» oppure «certi insulti sono medaglie. O anche: «Meglio rompicoglioni che in vendita», precisando poi che «ha già cambiato 3 schieramenti e 5 partiti».

Giacopetti: «Giudizi scomposti» In difesa di Bori scende il segretario comunale del Pd, Francesco Giacopetti su Facebbok: «Trovo davvero singolare – scrive – che un uomo delle istituzioni, un uomo della città, si permetta di esprimere pubblicamente giudizi personali piuttosto scomposti sui suoi avversari politici. Non lo trovo divertente nè suscita simpatia un atteggiamento così poco istituzionale e quantomai irrispettoso. I consiglieri del Pd, tra cui Tommaso Bori, siedono in consiglio per essere opposizione, per incarnare una visione alternativa del futuro di Perugia e per portare avanti progetti ma anche per denunciare mancanze e segnalare difficoltà da aggredire, non certo per essere comparsa silente. Vorrei, dunque, ricordare all’assessore Wague che essere uomo della città non significa per forza condividere linea politica e proposte della maggioranza di governo e che incalzare l’amministrazione su temi centrali per lo sviluppo e la crescita della città, per la sua tenuta sociale, non significa essere rompicoglioni, ma fare politica nell’interesse dei cittadini».

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One reply on “Perugia, l’assessore Waguè: «Bori è un rompicoglioni». Lui: «Meglio che in vendita»”

  1. Fra gli avvocati d’ufficio di Bori, qualcuno si riferisce all’assessore come “L’UOMO NERO” … è ancora rilevante il colore della pelle nel 2015?? E per questi signori che si definiscono “di sinistra” e fanno marce e fiaccolate per l’accoglienza di tutti?

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