di Elle Biscarini

Torna il Primo Maggio di quartiere in via del Lavoro a Perugia, con il tradizionale corteo per rivendicare welfare e diritti. Ma quest’anno, il Laboratorio politico – Osa VdL lancia anche l’appello a portare in piazza il tema della guerra e delle politiche di riarmo, collegandolo direttamente alle condizioni sociali ed economiche. L’invito a partecipare alla manifestazione “aperta” è rivolto a cittadini, lavoratori e realtà sociali. Il programma prevede alle 10.30 il corteo cittadino con partenza da via Palermo – di fronte al palazzo di Confindustria e il supermercato Oasi – e alle 12, la festa con picnic sull’erba nel parco giochi di via del Lavoro, con musica, banchetti informativi, porchetta, vino e alternative vegane e vegetariane.

Da qualche anno, le realtà sociali presenti nella zona di via del Lavoro – quartiere Fontivegge – organizzano il ‘Primo Maggio di quartiere‘ con corteo e pranzo collettivo al parco pubblico di via del Lavoro. Un’occasione per rivendicare i diritti di lavoratrici e lavoratori e maggiore welfare, ma anche per discutere di temi globali che impattano sulla vita de gli italiani. Nel documento diffuso, il collettivo mette infatti in relazione l’aumento delle spese militari con i tagli al welfare: «I miliardi che i governi europei hanno deciso di investire nel riarmo, – si legge – devono essere usati per aumentare i salari, per rafforzare la sanità e l’istruzione pubblica, per delle politiche capaci di prendersi cura realmente dell’ambiente e dei territori, troppo spesso abbandonati e svuotati di servizi e dignità. Opporci alla guerra vuol dire conoscere e smascherare questo sistema fatto di pochi ricchi che continuano a lucrare e a guadagnare sempre e solo sulle spalle della nostra classe».

PRIMO MAGGIO: CGIL CISL E UIL A UMBERTIDE

Non si salva nemmeno «la ‘pacifista’ Umbria» dalla critiche: il collettivo cita infatti il dossier ‘Made in Italy, Delivered to Israel‘, pubblicato da Giovani palestinesi d’Italia, People’s embargo for Palestine, Palestine youth movement e Weapon watch, con il contributo dell’European legal support center, secondo il quale anche l’Umbria sarebbe «un importante centro produttivo bellico», con un cluster industriale coordinato da Confindustria che la configurerebbe come «hub logistico e produttivo essenziale per l’apparato militare-industriale globale».

Un Primo Maggio dedicato alle lotte di lavoratrici e lavoratori, insomma, che però vengono intese come strettamente collegate al panorama internazionale come una ‘coperta corta’: «Se da un lato il welfare viene drasticamente tagliato, – continua il comunicato – dall’altro lato con fondi europei e statali le aziende vengono inondate di sovvenzioni economiche in nome del progresso tecnologico, dell’industria 4.0 e del riarmo. Ci impongono sacrifici e rinunce (si parla addirittura di un nuovo lockdown energetico) ma in nome di cosa? In nome della loro guerra, una guerra che per la povera gente vuol dire miseria e distruzione».

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