di Daniele Bovi
La proposta di delibera, già pronta, torna nel cassetto per restarci. La giunta comunale guidata da Andrea Romizi infatti nel corso della riunione di mercoledì, dopo una discussione articolata, ha deciso di non dare il via libera alla proroga di due mesi degli incarichi dei 50 ‘mini-dirigenti’, ovvero le cosiddette posizioni organizzative e le alte professionalità, in scadenza il 31 luglio. La decisione è stata presa anche in seguito all’assemblea dei dipendenti comunali che, riuniti martedì alla sala della Vaccara, hanno deciso di ribadire alle rappresentanze sindacali il già chiaro mandato dato nei giorni scorsi: con un documento infatti si diffida la giunta dal rinnovare gli incarichi dirigenziali scaduti.
No alla proroga Sul punto i sindacati si sono spaccati: favorevoli al rinnovo Cisl, Uil e Csa mentre Cgil, Diccap e Usb sono contrari. Solo sette, su oltre 150 partecipanti all’assemblea, i voti a favore della proroga. «La giunta – è stato detto martedì – non può usare 66 mila euro del fondo dei dipendenti per rinnovare gli incarichi». La proposta di delibera era stata presentata ai rappresentanti dei lavoratori all’inizio della settimana scorsa dal sindaco Romizi insieme all’assessore al Personale Barelli e, con essa, si prevedeva la proroga fino al 30 settembre degli incarichi (una fattispecie, fanno tra l’altro notare i dipendenti, neppure prevista dalla normativa) «di posizione organizzativa e di alta professionalità».
Il riassetto Il tutto nell’ottica di prendere due mesi di tempo alla fine dei quali la giunta si impegna a presentare un riassetto complessivo di tutta la macchina comunale, all’interno del quale si valuterà anche un taglio delle posizioni organizzative. Per capire come si evolverà la questione quindi occorre aspettare la fine di settembre: solo a quel punto si capirà, in base alle esigenze degli uffici, quale sarà l’assetto delle posizioni organizzative.
Twitter @DanieleBovi
