di Daniele Bovi
Un ruolo più politico e meno ‘civico’. Volendo si potrebbero sintetizzare così alcuni degli interventi ascoltati sabato durante il summit voluto dal sindaco Andrea Romizi che, nell’antico convento di Monteripido, ha riunito consiglieri di maggioranza e giunta per trovare la quadra dopo un cammino, quello del primo anno di consiliatura, a tratti accidentato. Alcuni si sono fatti ispirare dalla bellezza del luogo, con tanto di splendida vista su Perugia, e così parlano di analisi alte, senza troppo guardarsi l’ombelico. Unico assente il ‘ribelle’ Carmine Camicia, il forzista, quello definito «pericoloso» da Romizi in un celebre fuorionda durante un consiglio comunale, che in più occasioni ha incrociato le lame con i colleghi e con gli assessori, specialmente con quello ai lavori pubblici Francesco Calabrese, che ha curato l’organizzazione del summit.
L’incontro Il sindaco invece è arrivato direttamente da Bruxelles, dove ha partecipato nei giorni scorsi a un appuntamento sulla candidatura di Perugia a Capitale europea dei giovani 2018. La prima parte della giornata si è svolta sotto forma di assemblea, nella bellissima biblioteca, e sotto la direzione del professore, e consigliere ‘barelliano’, Franco Ivan Nucciarelli, inflessibile sul bon ton degli interventi tanto da richiamare qualcuno per un paio di parolacce. A Romizi (che durante l’incontro ha detto che «stiamo andando bene») e al resto della giunta consiglieri come Scarponi, Ncd, Perari, FI, ma pure assessori (il ‘fratello d’Italia’ Prisco) hanno chiesto un ruolo più politico, per cambiare davvero la città e consegnarla diversa tra cinque anni. Insomma, su questo versante bisogna spingere sull’acceleratore.
I gruppi e i temi Nella seconda parte della giornata via agli annunciati nove gruppi di lavoro formati da un assessore e due o tre consiglieri: oggetto, le materie connesse alle deleghe. I temi sul tavolo sono stati tantissimi: c’è chi ha chiesto più pragmatismo, chi ha accennato alla questione caldissima delle mense, chi vuole più condivisione e più raccordo tra giunta e consiglio sulle singole materie; un migliore metodo di lavoro infatti era tra i punti più importanti all’ordine del giorno. Durante il summit si è parlato anche della rievocazione storica alla quale la giunta sta lavorando e che dovrebbe vedere la luce la prossima estate. Il progetto, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura Teresa Severini, non entusiasma propriamente tutti dentro l’esecutivo, dove alcuni vogliono mandare alla città un messaggio, ovvero che la politica culturale di palazzo dei Priori non si può appiattire su questo evento.
Il milione, e non solo Non è un mistero poi che il modo con cui è stata gestita dall’assessorato alla Cultura la ormai famosa pratica del milione di euro, quello messo a disposizione dal ministero dei Beni culturali per ognuna delle cinque città nominate Capitale italiana della cultura, non sia piaciuto a tutti. Serviva, dicono, più condivisione, ma la pratica ormai è chiusa. Fatto sta che intorno al dossier la tensione è stata alta. Quello che in molti hanno detto, e dicono, è che serve un lavoro di squadra e lealtà, senza partite giocate in solitaria. I gruppi di lavoro ora proseguiranno gli approfondimenti e tra una decina di giorni nuovo incontro per condividere i singoli punti e il programma dei prossimi mesi. Per la cronaca, la giornata è costata a ognuno dei partecipanti 75 euro; il menù? Torta al testo, orecchiette e pollo al curry.
Twitter @DanieleBovi
