Al centro il sindaco Boccali (foto F. Troccoli)

di Dan.Bo.

La giunta comunale del capoluogo vara gli aumenti di Imu e Irpef. Nel corso della seduta di martedì infatti l’esecutivo di Wladimiro Boccali ha approvato il bilancio di previsione 2013 con i ritocchi, non solo di Imu e Irpef, che hanno l’obiettivo di far entrare nelle casse di palazzo dei Priori quasi otto milioni di euro in più. L’aliquota Imu sulla prima casa è stata innalzata allo 0,6% ma la seconda rata, se il governo manterrà gli impegni a proposito della copertura, non sarà pagata dai cittadini visto che il suo importo verrà versato ai Comuni dallo Stato. Una mossa che dovrebbe fa incamerare tre milioni di euro. Dopo anni poi viene modificata l’aliquota Irpef che viene portata al massimo consentito, ovvero lo 0,8%, con benefici per palazzo dei Priori stimabili in 2,8 milioni di euro. Dagli aumenti saranno esentati invece tutti coloro con redditi fino a 12.500 euro.

Gli aumenti Altri 2,080 milioni di euro arriveranno da una serie di capitoli come il canone della discarica di Pietramelina che viene portato a 80 mila euro, dal rimborso Imu degli immobili di proprietà comunale (800 mila euro), dall’incremento del fondo di solidarietà (200 mila euro), dall’imposta comunale sulla pubblicità (300 mila euro), dalla Tosap permanente (100 mila euro), dal recupero coattivo delle entrate patrimoniali (100 mila euro) e dal recupero dell’evasione Ici (500 mila euro). Una parte dei proventi che arrivano dai permessi a costruire poi, circa un milione, verrà usato per finanziare la spesa corrente: «Un’operazione subordinata – spiega palazzo dei Priori – alla modifica della fonte di finanziamento dell’intervento programmato sulle scale mobili della Rocca paolina».

I tagli Il ritocco all’insù delle tasse, che palazzo dei Priori ha cercato di evitare negli anni scorsi, viene motivato con il venir meno delle risorse. Insomma, i tagli a livello statale che si trasformano in lacrime e sangue per gli enti locali e quindi per i cittadini. Illustrando i numeri l’assessore al Bilancio Livia Mercati parte da una premessa: rispetto al 2012 vengono a mancare 12,8 milioni, dei quali nove per minori trasferimenti statali e 3,8 a causa di minori entrate come ad esempio la flessione forte dei permessi a costruire. Per quanto riguarda il debito, si scende dai 175 milioni del 2009-2010 ai 130 di fine 2013. Quello che preme a sindaco e giunta è spiegare che, nonostante gli aumenti, non verranno toccati i servizi alla cittadinanza.

Servizi «E’ evidente – ha detto il sindaco Boccali – che si tratta di un bilancio che risente della crisi del Paese nel suo complesso, delle penalizzazioni subite dagli enti locali, dalla mancanza di certezze per quanto riguarda l’ autonomia impositiva. In questo quadro generale, il Comune ha confermato la sua strategia di sostegno degli strati più deboli della popolazione e, dunque, di conferma di tutti i servizi principali. Sottolineo che continuiamo a spendere 25 milioni per il trasporto pubblico, di cui solo 8 rimborsati dalla Regione, che non abbiamo operato tagli sul bilancio sociale, che la pubblica illuminazione ci costa 300-350 mila euro al mese ed il verde pubblico due milioni l’anno. Nonostante tutto, quindi, un bilancio che permette alla città di conservare i suoi livelli di vivibilità, un fatto che in Italia oggi non si può dare come scontato». Il bilancio ora approderà in Commissione e poi in aula e, visti i mal di pancia in maggioranza, modifiche non sono da escludere.

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2 replies on “Perugia, Imu e Irpef più salate: giunta vara aumento delle tasse da sei milioni di euro”

  1. vergognati boccali. invece di mettere le mani in tasca ai cittadini taglia le spese e se non sei capace ti suggerisco io dove tagliare: dimezza lo stipendio al direttore generale, dimezza lo stipendio al segretario generale, manda a casa i sette dirigenti a tempo determinato, elimina le 44 posizioni organizzative, manda a casa tre dei cinque tuoi segretari particolari, manda a casa due dei tre giornalisti al tuo servizio, diminuisci lo stipendio ai tuoi dirigenti e togli i premi di produttività, non pagare più le parcelle agli avvocati del comune perchè già hanno un lauto stipendio, non appaltare alle cooperative servizi che possono essere svolti da personale comunale, smetti di fare il gruppo vacanze quando vai in giro in europa e in america, dimezza il tuo stipendio e quello dei tuoi assessori, va in comune con il bus di umbria mobilità e non con l’auto blu e autista, smetti di dare consulenze ad amici e conoscenti, e potrei continuare all’infinito, ma già questo coprirebbe il punto di addizionale irpef comunale. E lo fai per mantenere il livello di vivibilità di Perugia? Non sapevo che a Perugia ci fosse un livello di vivibilità.

  2. E ti pareva che una volta tanto il nostro caro sindaco si prendeva la responsabilità dello sfascio del comune di Perugia?
    È sempre colpa degli “altri”, mica dei troppi (e troppo ben pagati) dirigenti, dei troppi (e poco controllati) impiegati, dell’incapacità dei politici amministratori….

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