I rappresentanti dei sindacati durante l'assemblea (foto U24)

di Daniele Bovi

È un luglio che assomiglia non solo dal punto di vista meteorologico ad un autunno ‘caldo’ quello che stanno vivendo i 1.200 dipendenti del Comune di Perugia. Martedì, riuniti in assemblea, i lavoratori hanno confermato il mandato consegnato nei giorni scorsi alle Rappresentanze sindacali unitarie: la nuova giunta Romizi non può utilizzare i soldi del fondo dei dipendenti per prorogare di due mesi gli incarichi di ‘posizioni organizzative’ e ‘alte professionalità’, dirigenti e mini-dirigenti, in scadenza il 31 luglio. Il tutto, dopo una votazione alla quale hanno partecipato circa 150 persone (solo sette i contrari), è stato messo nero su bianco in una diffida ad utilizzare i 66 mila che servirebbero allo scopo. Il problema ora è capire cosa farà la giunta comunale.

La delibera In una proposta di delibera presentata nel corso del primo incontro, il sindaco Romizi e l’assessore al Personale Urbano Barelli ne hanno illustrato i contenuti: al centro c’è il punto più contestato, ovvero la proroga fino al 30 settembre degli incarichi (una fattispecie, fanno tra l’altro notare i dipendenti, neppure prevista dalla normativa) «di posizione organizzativa e di alta professionalità». Il tutto nell’ottica di prendere due mesi di tempo alla fine dei quali la giunta si impegna a presentare un riassetto complessivo di tutta la macchina comunale, all’interno del quale si valuterà anche un taglio delle posizioni organizzative. L’operazione verrebbe finanziata attingendo 66 mila dal fondo dei dipendenti, il che ha mandato su tutte le furie molti lavoratori.

Lo scontro Nel corso del precedente incontro la giunta non ha forzato la mano, decidendo di prendere qualche ora senza così approvare la delibera lo scorso mercoledì. Un testo che però compare all’ordine del giorno della seduta di oggi. Durante l’assemblea alla sala della Vaccara, a tratti anche accesa, i sindacati (spaccati) hanno ribadito le posizioni dei giorni scorsi: Cisl, Uil e Csa sono favorevoli alla proroga mentre Diccap, Cgil e Usb oppongono un no netto. «Romizi – ha detto all’assemblea Serena Sargenti della Cisl – mi parla di cose che io inseguo da dieci anni. Dobbiamo capire quando è il momento di fare una seppur prudente apertura. Se poi il progetto che ci presenteranno in autunno non funzionerà non faremo sconti».

L’assemblea Piero Martani del Diccap ricorda alla Cisl che la giunta «non è arrivata alla riunione con una proposta bensì – dice – con una delibera già pronta. Cambia l’amministrazione ma non le relazioni sindacali, si continua a disporre unilateralmente del fondo dei dipendenti. Non si possono rinnovare anche le posizioni organizzative non più esistenti regalando i soldi dei dipendenti. Si sono fatti insaccare dalla dirigenza». Molto duro anche l’intervento di Federico Armati della Cgil: «Gli abbiamo già dato 180 mila euro – spiega -, perché dobbiamo dargliene altri 66 mila?». Mezzasoma della Uil e il rappresentante della Csa hanno invece sottolineato le novità di questa amministrazione, «che non riguardano solo il colore politico ma anche le idee», e hanno invitato a «non buttare via questa apertura». In sala però i favorevoli alla proroga sono solo sette. La battaglia va avanti.

Twitter @DanieleBovi

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