Ferdinandi durante la presentazione (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

L’habemus papam arriva poco dopo mezzogiorno. A Palazzo Cesaroni Vittoria Ferdinandi incontra prima il campo largo nel torrino per l’annunciatissima fumata bianca; più che una riunione una formalità tra abbracci, sorrisi e parecchia emozione. Poi il nuntio vobis, non dal balcone bensì in piazza Italia, circondata da giornalisti, politici e diversi curiosi. «Ho scelto la bellissima responsabilità di candidarmi a sindaca della città dove sono nata e cresciuta. L’ho fatto – ha esordito – perché credo che questo sia il tempo del coraggio».

VIDEO: IL PRIMO DISCORSO DI FERDINANDI

Punto di svolta La giornata che per Pd e alleati segna il vero punto di svolta – anche mediatico – era iniziata poco dopo le 10 con l’arrivo di Ferdinandi a Palazzo Cesaroni, “scortata” da un vecchio amico come Andrea Ferroni, segretario provinciale di quel Prc pronto ad appoggiarla; per i cronisti solo una battuta: «Oggi c’è un bel sol dell’avvenire». Ad aspettarla ci sono Pd, M5S, Verdi-Sinistra, Civici umbri, Demos, consiglieri comunali come Fabrizio “Fofo” Croce (pronto a unirsi con quelle «Prove d’orchestra» alle quali ha dato vita insieme a Lucia Maddoli), l’ex assessore Roberto Ciccone che è tra gli animatori della lista centrata sul tema della sanità e altri ancora. I socialisti invece, come annunciato, non ci sono ma ci sarà tempo per ricucire.

Alleanze «Ho grande rispetto dei partiti – risponde sul punto la 37enne – e dei loro movimenti interni; oggi dobbiamo tenere unita la complessità rispetto al pensiero unico. L’alleanza non avrà confini rigidi ma porosi, siamo aperti a dialogo e a chi vorrà unirsi». L’obiettivo è quindi allargare, ed è possibile che nelle prossime settimane ci saranno novità. Nella sua prima uscita pubblica da candidata Ferdinandi parla per alcuni minuti di fila con piglio deciso da oratrice consumata, senza però scivolare nel politichese e dimostrando empatia. «Ha degli ottimi numeri» sostiene chi l’ha conosciuta negli ultimi giorni. Per la 37enne ovviamente la strada è tutta in salita ma, come riconoscono anche dall’altro fronte, sarà una sfida interessante.

In pista La campagna elettorale sarà giocata all’attacco con il supporto di un’agenzia nazionale, e a breve ci sarà un evento di presentazione: «Calpesteremo le strade di ogni quartiere – dice Ferdinandi – e spero che ogni volta saremo sempre di più». Se il programma vero e proprio sarà costruito insieme ai cittadini («non lasciateci soli, portateci i vostri bisogni e desideri per costruire la Perugia che verrà»), Ferdinandi alcune linee venerdì le ha tracciate: gli obiettivi sono quelli di «rimettere in moto le energie migliori di una città che vede spaventata, frammentata e immobile». L’accento lo ha poi posto sulla necessità e la voglia di fare rete, di mettersi in ascolto delle «ferite di Perugia». La candidata punterà poi su una politica che deve guardare ai primi e agli ultimi, ai giovani in difficoltà, alle solitudini degli anziani.

Sanità e Romizi Forte anche l’accento sui tanti problemi della sanità, con una lista ad hoc sulla quale il campo largo è già al lavoro. Su questo fronte è arrivata la prima stoccata a Romizi e all’«ignavia» di un’amministrazione «che ritiene che il tema sanità non la riguardi». La seconda arriva rispondendo ai giornalisti: «La cosa peggiore di questi dieci anni? Il sindaco lascia una città ripiegata su se stessa, frammentata e immobile». Altri elementi sono quelli che riguardano la partecipazione e la capacità di costruire dal basso: «In questi anni – ha detto – le risposte più efficaci e solidali sono venute dal basso. Le associazioni hanno fatto un enorme lavoro nel ridare vita a interi quartieri e nel presidiarli».

Mani pulite «Come diceva don Lorenzo Milani – ha aggiunto – le mani pulite non servono a nulla se restano in tasca. Questo è il momento di rimboccarsi le maniche, sporcarsi le mani per costruire un’alternativa convinta ed entusiasta per la nostra città». In caso di sconfitta poi Ferdinandi assicura che non lascerà i banchi dell’opposizione: «A casa mia le uniche battaglie politiche che si perdono sono quelle che non si combattono, non fuggirò dalla mia città». Benché in ritardo, la campagna elettorale del centrosinistra può iniziare e a guidarla sarà una underdog con pochissimo da perdere.

Chi è Laureata in Filosofia e Scienze tecniche e psicologiche, Ferdinandi ha aperto nel 2019 il ristorante e centro polifunzionale Numero Zero, dove lavorano ragazzi e ragazze che soffrono di disturbi mentali di diversa entità e che si alternano tra cucina, sala e bancone. Un’iniziativa (sostenuta per quanto riguarda restauro e adeguamento anche dalla Brunello Cucinelli e dalla Fondazione Perugia) nata per costruire un luogo in cui il reinserimento sociale e lavorativo dei malati psichiatrici sia una possibilità concreta. Un luogo in cui promuovere inclusione, diversità, incontro, socialità e cultura. Tutti elementi che, secondo alcuni, rappresentano già un solido punto di partenza su cui lavorare. Il riconoscimento da parte del Presidente Mattarella era arrivato nel 2020 «per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute».

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