«Perugia deve aumentare la propria capacità di adattamento alle ondate di calore». Parte da questo assunto la proposta dei consiglieri comunali di maggioranza Lorenzo Mazzanti e Cesare Carini (Pensa Perugia) che mettono sul tavolo della sindaca Vittoria Ferdinandi una serie di proposte, alcune anche di piccolo cabotaggio, ma considerate dai due esponenti di maggioranza in grado di avere un impatto positivo «per ridurre l’esposizione al caldo e tutelare la salute delle persone, in particolare delle fasce più fragili»
Ricordando l’esistenza del Piano calore, Mazzanti e Carini ritengono ormai «necessario rafforzare anche gli interventi che l’amministrazione comunale può mettere in campo direttamente attraverso le politiche urbane, del verde pubblico e dei servizi». E quindi nel merito si spinge per «una maggiore presenza di alberature, aree ombreggiate e spazi pubblici nei quali sia possibile sostare durante i mesi estivi», nella convinzione che «parchi e giardini, anche quelli di dimensioni più ridotte, possono svolgere una funzione importante nella mitigazione delle temperature e devono essere progressivamente attrezzati per essere maggiormente fruibili durante le giornate più calde».
In questo senso per Pensa Perugia «assume particolare importanza anche la disponibilità di acqua negli spazi pubblici: è necessario – dicono – aumentare il numero delle fontanelle nei parchi e garantire una manutenzione puntuale di quelle già presenti». L’esempio è quello del Percorso Verde dove, sottolineano i due consiglieri, «diverse fontanelle risultano non funzionanti e riteniamo prioritario intervenire per ripristinarle; si tratta – ribadiscono – di interventi semplici, ma essenziali per rendere concretamente più accessibili e sicuri gli spazi verdi durante il periodo estivo». Nei lavori di piccolo cabotaggio rientrano anche le panchine: «Nei parchi cittadini è necessario prevederne di più, collocandole in aree ombreggiate».
Dagli spazi verdi a quelli al chiuso, su cui pure Mazzanti e Carini considerano «importante rafforzarne la rete, dotando gli ambienti di adeguate condizioni di climatizzazione, affinché – è scritto nella nota stampa – durante le giornate di caldo estremo possano rappresentare un importante presidio di protezione per la popolazione». I due pensano a «biblioteche, centri civici e altri luoghi pubblici, che devono diventare punti di riferimento accessibili, con ampliamento degli orari di apertura, sicuri e climatizzati, nei quali le persone possano trascorrere parte della giornata quando le temperature esterne diventano particolarmente elevate».
