Giuseppe Capaccioni

di Daniele Bovi e Antioco Fois

Inizia con Giuseppe Capaccioni, coordinatore della Consulta degli operatori economici del centro storico di Perugia, una serie di interviste ai rappresentanti della società perugina che, al pari di quelle ai candidati a sindaco, Umbria24 pubblicherà fino a domenica. Cinque domande identiche per tutti su alcuni dei temi più rilevanti che riguardano il territorio perugino, i problemi della città, l’operato di amministrazione comunale e opposizione uscenti, oltre alle richieste al nuovo sindaco della città che verrà eletto tra domenica e lunedì.

Quali sono i problemi principali della città?

«La perdita d’identità e la mancanza di una ‘visione’ che individui i temi cardine su cui impostare un nuovo modello di sviluppo per questa città».

Quali le risorse della città non sfruttate?

«Le sue potenzialità turistiche, occorrerebbe mettere a sistema ciò che la città è già in grado di esprimere e fare uno sforzo per ottenere collegamenti con il ‘mondo’. L’aeroporto e l’alta velocità sono infrastrutture di cui non possiamo fare a meno e devono essere potenziate nell’immediato».

LO SPECIALE ELEZIONI

Cosa chiedete come categoria al nuovo sindaco di Perugia?

«Affronto il tema del centro storico. Il problema principale è quello dell’accessibilità, bisogna rispondere a questa domanda: come fa un cittadino di Perugia a raggiungere il centro storico in modo semplice senza doversi fare carico di costi esorbitanti? Costi orari dei parcheggi e delle strisce blu, orario di chiusura serale del minimetrò, piano urbano della mobilità (gestito da Umbria mobilità) che ha tagliato il legame tra il centro e i quartieri che su esso gravitavano (Elce, via dei Filosofi, Pallotta, zona via Maturanzio e così via) e nuova impostazione delle politiche di Ztl sono i nodi più urgenti da sciogliere. Il secondo problema è quello della sicurezza. Su questo tema la competenza non è principalmente del sindaco, ma è sua responsabilità non permettere che si sottovaluti (di nuovo) il problema e ci vuole una maggiore determinazione nel controllo sistematico delle abitazioni, di chi ci sta e a quale titolo le usa. Il terzo problema è quello delle politiche che favoriscano il reinsediamento delle attività commerciale e dei servizi in centro storico attraverso significativi sgravi fiscali o incentivi per lo start-up. Ragionamento analogo deve essere fatto anche per le politiche di reinsediamento dei residenti».

LA GUIDA AL VOTO

Punti a favore e contro della passata Amministrazione.

«Mi limito a segnalare i due a me più evidenti. A favore c’è il progetto di candidatura a Capitale europea della cultura e gli eventi che questa città organizza o ospita. Contro, invece, il distacco con chi vive e opera nella città, una sorta di presunzione che ha di fatto portato a sottovalutare le problematiche ripetutamente segnalate».

Come ha lavorato l’opposizione?

«Per quanto riguarda il settore che io seguo l’aggettivo che descrive la percezione che ne ho avuto è ‘impalpabile’. Ritengo che una parte delle colpe del decadimento qualitativo del governo di questa città sia attribuibile anche all’opposizione, non sufficientemente incisiva da costringere anche la parte opposta a qualificare il proprio agire. Non è sufficiente dire sempre ‘no’ per qualificarsi come opposizione, bisogna capire anche quando occorre dire ‘sì’».