L'assessore Francesco Calabrese (foto U24)

L’assessore Francesco Calabrese resta al suo posto. In mattinata c’è stato un incontro chiarificatore con il sindaco Andrea Romizi e così Calabrese ci ha ripensato ritenendo, evidentemente, che permangono le condizioni di proseguire nel lavoro. Compreso quello sulla banda ultra-larga. Vedremo nelle prossime ore su che basi è avvenuto il chiarimento. Cancellata la conferenza stampa annunciata. «Sono felice, per ragioni sia personali che politiche, che Francesco Calabrese abbia deciso di continuare a lavorare per il cambiamento di Perugia. Ci servono – commenta il sindaco – la sua intelligenza e la sua passione civile, che non sono inferiori all’ onestà intellettuale con la quale sostiene le proprie convinzioni. Credo che da questa vicenda, per come si è conclusa, la giunta comunale esca, se possibile, rafforzata perché si è dimostrato che la dialettica al suo interno non perde mai di vista il superiore interesse della città ed il progetto politico che i perugini hanno votato. Nei prossimi giorni cercheremo di mettere sul tavolo un confronto sereno, che affronti in modo puntiglioso tutte le questioni, tenendo ben presente che per la giunta comunale al primo posto dell’agenda di governo c’è il bene di Perugia, in un clima di rapporti di civiltà interistituzionali, anche qualora vi fossero posizioni legittimamente diverse. Certo è che Francesco Calabrese farà parte di questo percorso».

Pd: inquietante Un «rientro inquietante» secondo il segretario comunale del Pd Francesco Giacopetti. «In primo luogo – continua – perché mette drammaticamente in evidenza una visione del ruolo di Perugia – in capo a questa amministrazione – tutta piegata a piccoli interessi e per niente proiettata sulle responsabilità e gli oneri che derivano dall’essere città capoluogo, per di più in una regione articolata come l’Umbria. Perugia non può permettersi, per storia e funzioni, di essere uno dei 92 campanili, ma deve ambire a guidare, nell’interesse generale, processi e percorsi. E uscire da Centralcom significherebbe tradurre i capricci di qualcuno in un isolamento dannoso, tecnicamente ed economicamente, per la città, in tema – oggi – di banda larga».

In giornata il servizio completo

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