di Daniele Bovi
La lettera, per spedire la quale c’era tempo fino al 31 gennaio, è arrivata lunedì sul tavolo del segretario comunale del Pd Francesco Giacopetti. Due pagine con cui il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali conferma la sua intenzione di ricandidarsi, sempre che il partito si riconosca in una «valutazione positiva» dell’operato di Boccali e a condizione di una «visione politica condivisa», partendo da una «nuova coalizione di centrosinistra, possibilmente ancora più ricca e unita». Una disponibilità a ricandidarsi che arriva dopo «cinque anni difficili come mai nessun altro, nell’ultimo secolo, ha dovuto affrontare». Cinque anni che «ho l’obbligo morale di raccontare» e segnati dalla «crisi di risorse degli enti locali», «incertezza delle normative risultante dalla situazione politica nazionale», nonché dal «drammatico disagio sociale derivato da enormi difficoltà economiche». Un mix che ha costretto i sindaci, secondo Boccali, a scegliere se tagliare i servizi o aumentare le tasse».
VIDEO. BOCCALI : PRONTO A CANDIDARMI
IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA
Sicurezza L’altro grande tema messo sul tavolo è quello della sicurezza, «che ha minato l’immagine di Perugia nell’Italia e nel mondo» e che ha «inculcato nei cittadini il tarlo della paura». Boccali il problema non lo nasconde ma al contempo punta il dito contro la «spropositata campagna di comunicazione che – scrive – pur di contrastare il sindaco e il suo operato ha invece danneggiato, per prima, un’intera città e la sua immagine». Di fronte a una situazione di questo tipo Boccali, oltre a sottolineare come le forze dell’ordine stiano riguadagnando il territorio, rivendica di essere stato l’unico «a metterci la faccia», esempio secondo lui non seguito da altri: «I perugini non hanno sentito altre voci, a parte quella del sindaco, esporsi in qualcosa che somigliasse a un’autocritica». Messi i puntini sulle «i» il primo cittadino guarda al presente e al futuro.
Città in ripresa Nel presente vede una città «in ripresa», cita alcuni progetti come quelli che hanno interessato l’area di Sant’Ercolano e Corso Cavour, la nuova biblioteca che sorgerà agli Arconi, gli appartamenti in via Fratti e nel complesso degli Sciri, l’idea di una città verde, «il positivo protagonismo che c’è in molti quartieri», la vita culturale e i servizi sociali. Di fronte a sé poi Perugia ha la sfida per diventare Capitale europea della cultura 2019, «candidatura già ora riconosciuta come autorevole» dato che la città è presente nella short list. Nei prossimi cinque anni c’è l’intenzione «di portare a compimento tutto questo», purché ricorrano le condizioni spiegate all’inizio: servono «senso di unità, condivisione di un progetto, responsabilità e dedizione, oltre egoismi e interessi di singoli».
L’assemblea A questo punto la data a cui guardare è quella del 3 febbraio, quando dovrebbe tenersi l’assemblea comunale del Pd chiamata a sciogliere il nodo relativo al metodo di selezione delle candidature. Sullo sfondo c’è poi la voglia di candidarsi a eventuali primarie dell’ex senatrice Anna Rita Fioroni, sulla quale potrebbe convergere tutto quel pezzo di Pd che non ama Boccali. Fioroni ha già annunciato la sua volontà a più d’uno, compreso il segretario cittadino Giacopetti, e raccoglie le firme. Per sfidare Boccali avrà bisogno di quelle del 30% dei membri dell’assemblea o del 15% degli iscritti, sempre che l’assemblea scelga l’opzione delle primarie. L’altra possibilità infatti, per la quale serve il 60% dell’assemblea, è schivare i gazebo puntando tutto su Boccali. Oltre a tutto questo c’è poi l’incognita degli altri partiti del centrosinistra, più o meno largo, che potrebbero anche chiedere primarie di coalizione.
Giacopetti: ora il confronto Una lettera che Giacopetti accoglie «con sincera gratitudine», aggiungendo che «nei prossimi giorni e nelle prossime settimane – ancora Giacopetti – avremo modo di confrontarci con le forze politiche e con quanti, cittadini e associazioni, vorranno condividere con noi un percorso nuovo, di apertura e partecipazione, nella forma e nella sostanza. E avremo modo anche di confrontarci al nostro interno su cosa vogliamo per Perugia, avendo bene a mente la necessità che il Partito – così come le istituzioni – non diventi il terminale di tensioni che poco hanno a che vedere con la dialettica politica». Infine da parte del segretario arriva l’appello «ad abbandonare le tifoserie, i personalismi e i doppiogiochismi che ci fanno tanto male, e di vestire tutti la maglia della nazionale. È il tempo della responsabilità verso la città e i cittadini, del rispetto verso le istituzioni, dell’impegno nell’interesse generale».

Bella lettera. elenca tutto quello che la sua giunta doveva fare (doveva). Complimenti!
Per un politico che si troverebbe bene soltanto al kremlino (prima di Gorbaciov, badate bene) il problema non è lo sfacelo che ha combinato, ma il fatto che se ne parli.
Ma che dico, l’Umbria è proprio come il kremlino prima di Gorbaciov !