di Daniele Bovi
«Andiamo a raccontare quanto fatto a testa alta, senza spocchia ma cercando di spiegare che abbiamo realizzato il meglio possibile date le condizioni». Sarà questo lo spirito con cui il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e la sua giunta affronteranno la serie di sei incontri pubblici messi in calendario per fare ai cittadini il resoconto di questi cinque anni. Un’occasione che servirà anche per riannodare il filo del dialogo con i cittadini, perché «nel corso degli anni – ha detto sabato il sindaco presentando gli incontri sul territorio – la ‘connessione sentimentale’ si è deteriorata». È infatti nella comunicazione, poca secondo Boccali e non troppo efficace, uno degli errori fatti nel corso del suo mandato: «Dovevamo – ha detto – spiegare la situazione in cui ci siamo trovati ad operare, la peggior crisi economico-sociale degli ultimi decenni, con più chiarezza. Serviva più cattiveria, ma non è nelle mie corde».
Errori «Io – ha continuato – ho dimostrato e detto dove abbiamo sbagliato e dove c’è da migliorare. In questi anni è mancata un’adeguata proiezione esterna allo scopo di far capire quello che facciamo. Ho dovuto affrontare molti problemi, ma non posso portare la croce e cantare». Sarebbe stato meglio insomma, fa capire il sindaco, se qualcuno (vedi il partito perugino, giudicato assente) lo avesse aiutato a ‘cantare’. «Non è che dopo cinque anni con tutti questi problemi – dice – poi uno può venire qua e dire “sì, ma dovevi essere più splendido”». Il primo incontro si terrà il 18 febbraio a Santa Lucia, il 19 a Madonna alta, il 20 a Ramazzano, il 24 a San Sisto, il 25 a Ponte San Giovanni, il 26 a San Martino in colle.
Dati In aggiunta a queste ci saranno tre iniziative su altrettanti diversi temi: il 14 febbraio su «Giovani e Perugia» all’auditorium Santa Cecilia, il 28 febbraio si parlerà di sociale nella Sala Sant’Anna di Viale Roma, ed il 6 marzo di welfare e sviluppo nella sala dei Notari. Da ultimo, si parlerà di beni e attività culturali nella Festa dell’Europa che si terrà dal 28 al 30 marzo, e di ambiente nei «green days» (20-23 marzo). Tutte occasioni in cui si discuterà anche dei dati raccolti dalla ricerca di Anci e Cittalia che descrive in modo molto dettagliato le caratteristiche di Perugia anche confrontandole ad altre città simili prese come riferimento. Un lavoro, quello della comunicazione sul territorio poco prima delle elezioni di fine maggio, che si inserisce nell’ambito della relazione di fine mandato, introdotta nel 2012 come obbligo di legge per tutti i sindaci uscenti. Una sorta di riepilogo economico-giuridico, ma dal forte valore politico, di tutto il lavoro fatto.
Fiero, coraggioso, visionario Una base per affrontare la campagna elettorale: «Un mio amico – ha detto – mi ha mandato un sms dicendomi che devo essere fiero, coraggioso e visionario». E così intenderà impostare impostare i prossimi mesi. «Fieri», secondo il sindaco, dovrebbero essere anche i perugini per alcune cose fatte, come il lavoro per garantire sostegno a tutti i bambini disabili. Nel suo intervento Boccali elenca alcuni risultati come l’incidenza della spesa per il personale, che è oggi al 24%, le grandi arterie asfaltate («non è vero – dice – che viviamo in un ‘cratere’. Su alcune vie meno importanti possono esserci delle buche, ma le grandi arterie le abbiamo rifatte»), la raccolta differenziata che ha toccato il 65%, il «grande risultato» rappresentato dall’essere una delle sei città italiane candidate a capitale europea della cultura 2019, fino alla «diversa sintonia, penso alla collaborazione con l’Università e le altre istituzioni culturali, costruita tra i livelli istituzionali».
Sondaggi Con una certa amarezza invece interviene a proposito del sondaggio dei giorni scorsi che vede il gradimento suo e della giunta al 30%. Secondo chi gli sta intorno i numeri sono stati fatti uscire ad arte e pure le domande erano costruite male, con lo scopo di colpirlo. «Di sicuro è una buona base di partenza», dice con una certa ironia riferendosi probabilmente a quelli che nel suo partito l’hanno fatto uscire. «Per quanto mi riguarda però – conclude – i sondaggi che contano ci sono una volta ogni cinque anni». La chiusura, che riassume un po’ lo spirito con il quale Boccali si avvicina ad una dura campagna elettorale e all’appuntamento con le urne, è invece affidata a Gaetano Salvemini: «Fai quello che devi, avvenga quello che può». Sabato pomeriggio, dalle 15.30, l’assemblea comunale del Pd si discuterà della sua candidatura, un appuntamento del quale Umbria24 darà conto nel corso della serata.
Twitter @DanieleBovi

Che bello vedremo wlad in giro per perugia! ma certo che con tutte le buche e i dossi che cisono sulle strade ormai da anni nei quartieri bassi rischia delle craniate da non portare a casa la carcassa intera! gliel’ha spiegato qualcuno?