Al centro l'assessore Bertinelli

di Daniele Bovi

«Non siamo qui per oliare le persiane, bensì per ricostruire il palazzo dalle fondamenta e oggi, dopo aver verificato in modo spasmodico ogni cifra e senza toccare le persone, abbiamo messo un punto importante». Ha usato una metafora ‘bersaniana’ il sindaco di Perugia Andrea Romizi presentando alla stampa giovedì il bilancio di previsione 2015 approvato qualche ora prima. Rispetto al previsionale del 2014 la spesa corrente passa da 186 a 174 milioni di euro «senza – assicura Romizi – deteriorare i servizi. Magari oggi i cittadini non riusciranno pienamente a percepire il valore del lavoro compiuto, ma questo è il primo tassello».

Cammino lungo Nelle intenzioni della giunta, l’inizio di un percorso alla fine del quale, dopo aver sistemato i conti («in passato ci sono state delle cicale»), ci sono la possibilità di fare investimenti e la riduzione delle tasse (che rimarranno ferme nel 2015) promessa in campagna elettorale: «Il cammino – ha detto il sindaco – sarà lungo ma intanto stiamo tracciando un nuovo percorso e dando un nuovo orizzonte alla città». Attorno a Romizi c’è il resto della giunta e alcuni dirigenti. Il compito di sgranare il rosario dei numeri tocca a Cristina Bertinelli, che preliminarmente sottolinea «il nuovo metodo di lavoro, un lavoro di gruppo con assessori e struttura comunale».

I numeri Punto di partenza è la riduzione (-15 milioni) dei trasferimenti statali, «compensati grazie ad un’attenta revisione della spesa, partendo anche dalle voci più piccole, ma senza intaccare minimamente i servizi». Una delle voci più importanti è quella del trasporto pubblico: due milioni in più (garantiti dalla Regione) ci saranno per il Minimetrò, mentre dalla rimodulazione dei contratti con Leitner e Umbria mobilità sono stati limati 400 mila euro: «L’efficienza però – assicura l’assessore Casaioli – rimarrà invariata». Da settembre poi si applicherà il Piano di bacino, che prevede l’eliminazione della duplicazione di servizi e di corse. Poi (oltre al milione in meno dato per l’Unico Perugia, il biglietto unico) grazie all’attivazione dell’Agenzia per la mobilità si risparmierà un altro milione.

L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO

Risparmi Due milioni di risparmi sono ottenuti grazie al pensionamento dei dipendenti (non sostituiti), uno da ricontrattazione e dismissione di alcuni affitti (da via Scarlatti all’avvocatura fino ad altri piccoli locali). Nel bilancio poi ci sono 4 milioni di un mutuo che servirà a ristrutturare l’ex convento di Monteluce, dove andranno molti uffici comunali. Due milioni poi sono stati tagliati dal contratto di servizio con Gesenu (da 37 a 35,2 milioni di euro) e anche qui, assicura la giunta, il servizio non ne risentirà. Ma allora su cosa si risparmia? A spiegare i dettagli è il dirigente Vincenzo Piro: innanzitutto occorre sottolineare la minor quantità di rifiuti prodotti, da 120 mila tonnellate del 2010 a 99 mila, con una previsione per il 2015 tra le 90 e le 95 mila.

CENTRO STORICO: CAMBIA IL SISTEMA DI RACCOLTA DEI RIFIUTI

Rifiuti Numeri in calo anche per i rifiuti indifferenziati (da 70 mila tonnellate a 34 mila), e così inevitabilmente anche il costo del servizio deve scendere. Duecentomila euro saranno garantiti dalla riduzione dei cassonetti a disposizione, oggi eccessiva: «Abbiamo – dice Piro – 45 litri per abitante. Svuoteremo i cassonetti quando saranno un po’ più pieni». Dal monitoraggio sui rifiuti inviati a trattamento e recupero inoltre, è emerso un margine di oltre 400 mila euro. Troppi, poi, in centro storico (dove la raccolta, come spiegherà in un altro articolo Umbria24, cambierà a breve anche per le abitazioni), 60 passaggi settimanali del personale Gesenu dedicati alla raccolta dei rifiuti delle attività economiche: il sistema sarà rivisto diminuendoli con un risparmio di 300 mila euro per il 2015 e 450 mila per il 2016. La Tari, come noto, rimarrà invariata mentre si è deciso di inserire nel piano, «per la prima volta», un apposito fondo per garantire insolvenze e morosità da 3,3 milioni di euro.

Strade Altri risparmi importanti, oltre ai 2,7 milioni derivanti dalla rinegoziazione dei mutui fatta settimane fa, arriveranno dai contratti assicurativi (400 mila euro), dalla reinternalizzazione del servizio svolto dalla Dogre che si occupava di riscuotere la Tosap (400 mila euro) e 300 mila euro euro dalle spese legali; identica somma dalla rivisitazione della collaborazione con la Servizi associati. Un milione e mezzo in più invece c’è per il rifacimento delle strade: «Di questi – spiega Calabrese – 500 mila euro serviranno per comprare il bitume che sarà poi steso dal nostro cantiere, cosa che permette di moltiplicare per tre il valore di questa cifra. Nel 2016 supereremo l’emergenza, per la quale servono oltre 4 milioni». Nessun risparmio invece è stato fatto sul sociale: «Edi Cicchi – ha detto Romizi – è stata un mastino. Ribadisco, e non voglio sentir dire il contrario da altri, che non abbiamo toccato le persone».

Cicchi il mastino «Il sociale – ha detto l’assessore competente – è stato considerato un’infrastruttura importante e non un costo. Abbiamo creato partnership con associazioni e incrementato l’inclusione sociale senza contributi a pioggia bensì attraverso la costruzione di progetti individuali mirati all’inserimento lavorativo e sociale». Con Ater poi è stato ricontrattato il costo della manutenzione per vano (che scende da 15 a 11 euro). Quanto al settore cultura, Severini ha ammesso che inizialmente «avevo chiesto un aumento di alcune voci, ma ho dovuto fare marcia indietro». I contributi a grandi eventi ed istituzioni assicura che sono confermati mentre grazie a una «revisione delle spese» arriverà un risparmio di 200 mila euro.

Commenti Tirando le somme Bertinelli parla di un lavoro «che darà soddisfazioni. Grazie alla rimodulazione della spesa ridurremo le tasse locali». Bilancio positivo anche per Calabrese: «In soli 12 mesi – ha detto – abbiamo già ridotto la spesa corrente di oltre 12,5 milioni di euro senza far scorrere sangue sulle strade. Governare i conti era il punto di partenza. Non un centesimo in più verrà versato dai perugini nelle casse comunali rispetto all’anno scorso». Fuoco amico invece arriva dal forzista Carmine Camicia, che sempre più spesso mette nel mirino la giunta: «È un bilancio – dice – troppo “loccaliano”». In conferenza stampa, Romizi ne parla così: «Non lo considero un caso. Ci sono momenti di frizione come in tutte le famiglie».

Twitter @DanieleBovi

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