Un elettore del Pd (foto archivio F. Troccoli)

di C.F.
Twitter @chilodice

Primarie. E’ questo il fronte su cui, non troppo velatamente, si sta consumando il braccio di ferro tra i democratici ducali divisi tra chi chiede il ricorso alle primarie per individuare il nuovo candidato sindaco e chi, invece, lavora per far convergere i tre quinti dei delegati su un rappresentante della società civile, intorno al quale allargare la coalizione al civismo dell’ultima ora.

«Primarie non negoziabili» Ma a quanto pare nessuno dei due schieramenti dispone, almeno per il momento, della maggioranza qualificata dell’assemblea, necessaria per spuntarla. E, quindi, nel quartier generale di viale Trento e Trieste, ormai da qualche giorno, la confusione regna sovrana. Per intendersi, un paio di giorni fa, la «componente civatiana e renziana» ha sbattuto i pugni sul tavolo, presentando un documento: «Le primarie – si legge – non sono negoziabili e siamo pronti a dimetterci dagli incarichi politici nel caso non venissero organizzate».

Documento disconosciuto Peccato, però, che qualche ora dopo alcuni sostenitori del sindaco di Firenze, guidati dalla coordinatrice del circolo centro storico Pd, Rosanna Mazzoni, hanno preso le distanze dal documento, indicando la convergenza su un candidato della società civile come il percorso più opportuno. Cosa simile, evitando però di entrare nel merito della disputa primarie, ha fatto con un post su Facebook l’assessore Juri Cerasini, candidato alla segreteria regionale del Pd, che di fatto ha disconosciuto il documento.

Slitta assemblea Insomma, il braccio di ferro è trasversale e la conta, se si farà, è in programma domenica. Sì, perché l’assemblea convocata per martedì è stata aggiornata alle 21 del 16 febbraio, giorno in cui gli iscritti saranno chiamati a esprimere una preferenza tra Giacomo Leonelli, Stefano Fancelli e il concittadino Cerasini. Cinque giorni che la diplomazia del Pd consumerà alla ricerca dell’agognata convergenza su un candidato della società civile o, in ogni caso, condiviso, certi che in città il ricorso alle primarie rappresenti solo un fratricidio. Oltre domenica, in ogni caso, non si potrà andare, anche perché in caso di primarie bisogna assicurare ai candidati i tempi necessari.

Società civile&Alleanze Molto naturalmente dipenderà dal nome, circolato con insistenza quello di Stelvio Gauzzi (Confartigianato), e dalle prospettive di intesa con altri soggetti politici. Il fronte delle alleanze, nella partita elettorale, non è per niente secondario. Chi spinge per un percorso interno, non manca di evidenziare la necessità di rivedere la coalizione, nel tentativo di spingerla ben oltre il solito tandem con i socialisti. E con un candidato particolarmente attivo in città e non immediatamente riconducibile a viale Trento e Trieste, questo il ragionamento, i confini della coalizione potrebbero allargarsi alla galassia delle liste civiche senza particolari sforzi.

Benedetti Intanto domenica all’ordine del giorno c’è la ricandidatura del sindaco Daniele Benedetti, unica certezza in un mare di incognite. Trasversalmente alla disputa sulle primarie, si ribadisce che il giudizio sul suo operato è stato negativo in quattro di cinque circoli e che, quindi, difficilmente in assemblea il confronto sarà tenero, anche se di attenuanti al sindaco se ne riconoscono una valanga.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.