di Iv. Por.
Il giorno dopo il voto in ordine sparso dei consiglieri Pd al Comune di Perugia sulla modifica del regolamento comunale sull’accattonaggio molesto, arriva la bacchettata del segretario cittadino dei democrat, Francesco Giacopetti. I consiglieri, infatti, hanno votato in tre diversi modi: a favore Borghesi, Miccioni, Mirabassi, Mori e Vezzosi, contrari Bori e Bistocchi, si è astenuto il capogruppo Mencaroni. Il segretario, di fatto, si schiera coi contrari sostenendo la tesi di una proposta inutile e ridondante, perché vieta ciò che l’attuale regolamento e, cosa più importante, il codice penale già vietano.
Fare squadra «Trovo singolare – scrive Giacopetti – l’espressione di voto del gruppo consiliare Pd sulla proposta di modifica del regolamento di polizia urbana contro “l’accattonaggio molesto”. Per due ordini di ragioni. Una di metodo e ha a che fare con la necessità che un gruppo sia e si comporti come una piccola comunità in grado di fare squadra e di relazionarsi, nella sua funzione importante e delicatissima di opposizione, con il partito e con la sua base. Non va in questa direzione un gruppo che in un’unica votazione riesce ad esprimere le tre opzioni possibili, non trattandosi, per altro, di temi eticamente sensibili che avrebbero lasciato libertà di coscienza».
Perché è sbagliato L’altra ragione è di merito. «In primo luogo – sottolinea Giacopetti – la modifica al regolamento è ridondante rispetto a quanto prescritto in materia dal codice penale e rischia di essere inapplicabile e di pesare sul bilancio comunale accrescendo il numero dei crediti insoluti; trovo, quindi, politicamente poco adeguato ai valori che guidano l’agire politico di un partito come il Pd alimentare una pericolosa caccia alle streghe che si concentra su persone indigenti e in forte difficoltà, senza preoccuparsi di un fenomeno ben più preoccupante, legato a sistemi di racket che molto spesso nascondono situazioni di emarginazione e sfruttamento. La notizia che, in un quartiere di Milano, la popolazione si è sollevata contro la realizzazione di una mensa per i poveri da parte della parrocchia locale rilancia con drammatica forza la necessità di essere rigorosi nel sostenere, sempre nel rispetto della legalità, principi di solidarietà e accoglienza e non solleticare posizioni di contrasto. E’ più facile, forse – conclude il segretario – assecondare la pancia delle persone, ma non compete il nostro ruolo».
