Attilio Solinas (Foto Fabrizio Troccoli)

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere regionale, Attilio Solinas, sul dibattito interno al Pd, che fa seguito a quello del segretario regionale Giacomo Leonelli

di Attilio Solinas*

Vado nel web a scoppio ritardato perché di questi tempi va molto di moda e approfitto dell’intervento di ieri del Segretario Leonelli, in linea con quanto avvenuto negli ultimi giorni (anche se amplia di molto l’orizzonte e le prospettive) , per analizzare alcuni contesti che potrebbero spiegare la tanto discussa Direzione regionale PD del 9 Novembre e, forse, alcune realtà del PD umbro attuale. Giacomo Leonelli ha di recente subito un attacco veemente da parte di alcuni soggetti ormai seriamente convinti di essere, con la loro corrente, signori e padroni del PD umbro e di poter fare il bello e il cattivo tempo, senza rivali, in Regione. I medesimi hanno cambiato all’improvviso atteggiamento nei confronti della Segreteria regionale, ritenendola non più sotto il loro controllo.

VIDEO: BOCCI E SOLINAS ALLA DIREZIONE PD

L’attacco è stato portato con il pretesto piuttosto capzioso e strumentale della vicenda Gesenu, della quale, peraltro, il PD regionale si era prontamente occupato, contestualmente alla Presidente Marini. L’attacco è stato portato al PD umbro e al Consiglio Regionale, reo, a giudizio del titolare dell’offensiva, di occuparsi del “sesso degli angeli” piuttosto che di questioni cogenti, inerenti la legalità. La pronta reazione mediatica di Leonelli, coronata ieri dalle sue condivisibili affermazioni online, ha scatenato le ire della corrente “presunta dominante” del PD che, nella figura del suo capofila, ha convertito l’aggressione al segretario da scritta a verbale, in occasione della Direzione regionale del PD. La strumentalità dell’attacco è sembrata alquanto evidente anche perché la predica è arrivata da un pulpito istituzionale di livello nazionale che dovrebbe informare e “guidare” e non criticare su temi concernenti la legalità (verrebbe poi da chiedersi se, con tutto quello che c’è da fare a Roma di questi tempi per via del terrorismo, non è il caso di mollare un attimo le questioni locali). Sono stati sollevati dubbi, in tono alquanto sprezzante e provocatorio, sulle proposte di governo espresse ormai da mesi dalla Giunta regionale e sono state usate parole offensive nella persona di Leonelli, invocando una questione di educazione e di stile, che al segretario regionale sarebbero mancate nonostante l’ambito sociale in cui egli è cresciuto nella sua città. Ho assunto le difese di Giacomo Leonelli per la stima che nutro nei suoi confronti e per la considerazione che ho della sua famiglia, da molti conosciuta e apprezzata a Perugia. Le reali motivazioni di chi lo ha attaccato le ho ipotizzate sopra, ma forse ce ne sono altre facilmente riconoscibili. C’è una volontà pervasiva di dettare e imporre le proprie regole nel contesto politico della regione e di Perugia? E’da verificare. C’è un tentativo costante di sminuire e azzerare tutto ciò che si muove politicamente nel Partito del Capoluogo, se non avviene sotto una precisa egida correntizia? Lo scopriremo vivendo. Manca, peraltro, una benché minima disponibilità da parte di quell’area a collaborare con la Segreteria comunale di Perugia in modo costruttivo o a proporre una linea politica realmente alternativa per tentare di riconquistare la città nel 2019, evitando, auspicabilmente, riciclaggi vari (il riciclaggio credo sia anche punito dalla legge..?) che forse non sarebbero capiti dagli elettori.

La critica mediatica al mio intervento in difesa del Segretario regionale e delle prerogative dell’Assemblea legislativa umbra è arrivata, a sorpresa, con otto giorni di ritardo, forse sollecitata da chi è serenamente convinto di detenere l’onnipotente facoltà di attaccare, a volte pure con sottili venature minatorie, per interposta persona e via carta stampata, chiunque si permetta di contraddire il manovratore. Per dovere di cronaca (“rosa”) e a titolo di ulteriore chiarimento, riferisco che nella Direzione PD in questione, durante il mio breve e forse troppo concitato intervento, sono stato fatto oggetto di derisione per qualche presunta motivazione etica, che avrebbe dovuto dissuadermi dal difendere lo stile e l’educazione di Leonelli. Sono piuttosto tranquillo per ciò che concerne la mia etica personale, piuttosto libertaria (qualcuno dirà libertina..?) e mi chiedo se quei personaggi, ormai politicamente alquanto datati, dai quali mi giungono le critiche, sono così sicuri di non possedere, nei loro armadi, ossature varie in quantità così rappresentativa da poter fornire sufficiente materiale di studio a folti gruppi di studenti di anatomia. Molti lo pensano ma pochi ne parlano. In contesti anglosassoni tali soggetti sarebbero probabilmente fuori dalla politica, se solo si venisse a scoprire qualche loro piccola marachella, vista la carica che ricoprono e l’area cattolica cui appartengono. Ma queste sono quisquilie e pinzillacchere, il popolo è stanco e non ne può più di questi offensive e controffensive interne al PD. La vera posta politica in gioco è stata definita molto bene ieri, nel suo intervento, dal Segretario regionale.

La presa di posizione di Leonelli vorrebbe giustamente superare le vecchie logiche correntizie ancora dominanti nel PD, guardando avanti, mobilitando le forze giovani e ponendosi a contrasto di una politica di fatto reazionaria di parte del Partito umbro, che tenta a più riprese di rimettere indietro le lancette dell’orologio ostacolando, tramite inciuci sottobanco con la destra, leggi regionali di progresso e civiltà come quelle sulla parità di genere e sul contrasto all’omofobia, in continuità con quella linea “catto-reazionaria” che ha bloccato, in Umbria, l’uso della pillola RU 486 per l’interruzione farmacologica della gravidanza. Qualcuno è convinto di dominare il PD e la politica regionale muovendo pedine, elargendo favori, controllando circoli e tesseramenti e imponendo comportamenti politici ed elettorali utilitaristici, finalizzati al mero potere (vedremo se si tradurrà anche in buona amministrazione: non si sono visti grandi risultati dalle personalità selezionate da questa area nelle esperienze del passato ) e del tutto estranei alla tradizione politica della Sinistra e del Centrosinistra umbri. Il margine di profitto politico, purtroppo, si restringe sempre di più, per tutti, anche a causa di questi fattori “devianti”.

Il Partito che governa l’Umbria con le altre forze della coalizione ha perso consenso, ma consta comunque di bravi amministratori; diamo modo alle giovani leve che hanno assunto la guida del PD regionale ormai da alcuni mesi di continuare a governarlo nel modo che ritengono più opportuno e senza interferenze. Superiamo i conflitti interni e cerchiamo un’intesa tra tutti coloro che hanno gli occhi rivolti al futuro e al progresso, quello vero.

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