Bisognerà attendere ancora qualche giorno per conoscere la decisione che prenderà l’assemblea comunale del Pd di Perugia in merito alle dimissioni del segretario Francesco Giacopetti.
Giacopetti E’ stato lui, alle 21 di giovedì sera ad aprire i lavori in una sala gremitissima. E dopo una lunga riesamina con la quale non ha risparmiato responsabilità a nessuno circa l’esito delle elezioni amministrative di Perugia, ha rimesso il suo mandato all’assemblea. «Quando c’è un cadavere, la cosa più terribile è vedere che arrivino gli avvoltoi» è stato uno dei passaggi del segretario con il pensiero rivolto al sindaco uscente Wladimiro Boccali. «Abbiamo perso – ha detto – e questa è responsabilità di tutti, nessuno dei livelli del partito può sentirsi escluso. Abbiamo perso dappertutto e vinto di poco solo nelle aree più lontane della città. L’analisi deve essere obiettiva. Bisogna avere una nuova idea di organizzazione del partito, a partire dai circoli e avere poi il coraggio di toglierli laddove due debolezze non fanno una forza, mentre farne di nuovi la dove non ci siamo e c’è bisogno della nostra presenza, come in alcuni luoghi di lavoro e della cultura». Apprezzata la sua relazione e riconosciuto il valore del gesto politico delle dimissioni dalla platea.
Cardinali Impetuosa e senza peli sulla lingua Valeria Cardinali che ha contestato al gruppo dirigente del Pd «gravi responsabilità sulla sconfitta elettorale»: «E’ stata massacrata una persona oltre al fatto che abbiamo perso un sindaco e un amministratore valido. Bisogna avere il coraggio di ripensare anche alle primarie. Siamo gli unici che a un sindaco al primo mandato offriamo delle primarie all’ultimo respiro, dicendo poi che queste lo rafforzano, quando a tutti è chiaro che hai indebolito il tuo candidato perchè l’interpretazione è che neppure il suo partito lo vuole. Questo partito non può permettersi di sentire dirigenti come Rossi, segretario provinciale, che il giorno dopo dice che lui sulla sconfitta di Spoleto non ha responsabilità e pensare che la nostra gente accetti dirigenti come chi gli avrebbe promesso che sarebbe rimasto comunque a fare il segretario provinciale in caso di sconfitta». Giù applausi. E poi una riflessione riservata al Pd nazionale: «Nella migliore delle ipotesi chi si candida alle primarie e perde non lo vedi più. Nella peggiore delle ipotesi te lo trovi contro in un’altra lista o in un altro partito alle elezioni, o addirittura a mangiare a vita a spese del partito».
Cernicchi Quindi l’ex assessore Cernicchi che ha voluto ricordare Sergio Piazzoli (scomparso di recente) e riflettere su quanto fosse strana la coincidenza tra la sonora sconfitta e la sua morte. Rivolgendosi all’assemblea ha invitato a «una riflessione autentica e obiettiva» sul messaggio che i perugini hanno voluto mandare al Pd, «senza dietrologie o strumentalizzazioni politiche». «Questa città non è diventata di destra, ma i nostri cittadini ci hanno voluto fare capire che bisogna cambiare verso. Le analisi richiedono silenzio e riflessione. Non si corre il giorno dopo a dire ai giornali quel che si pensa a caldo, come è accaduto» (durante il prosieguo degli interventi Cernicchi dall’assemblea contesterà il segretario Leonelli, durante il suo intervento, ricordandogli ‘hai detto che siamo stati cacciati a zampate sul sedere’).
Leonelli Leonelli, dal canto suo, ha rinviato l’analisi approfondita sul risultato elettorale all’assemblea regionale, mentre ha sottolineato la necessità di un cambiamento all’interno della segreteria comunale di Perugia. Durante il suo intervento è stato contestato dalla platea per le dichiarazioni rilasciate all’indomani della sconfitta. Ha poi fatto appello all’unità del partito, alla fine delle logiche correntizie e strumentali e si è reso disponibile, come segreteria regionale, ad affiancare quella comunale con figure che possano accompagnare questa fase: «Siamo sinceri – ha detto – tutti avevamo capito che il clima non era dei migliori, ma nessuno aveva immaginato che sarebbe venuto giù il mondo. Ora dobbiamo dimostrare di ricostruire unità a tutti i livelli e prepararci a vincere le regionali. Quanto alle mie dichiarazioni ho detto semplicemente, come altri, che la sconfitta è grave e che nell’ottica futura non ci sono garanzie per nessuno. Certo l’ho detta in maniera colorita ma non è colpa delle mie dichiarazioni quello che abbiamo vissuto e non è quello il nostro problema». Applausi dalla sala.
Guasticchi ha individuato la responsabilità della sconfitta anche nella gestione della comunicazione durante la campagna elettorale. Ha detto poi: «Attenzione che il rischio esiste anche per le Regionali e se non lo sapete si eleggerà un nuovo presidente provinciale, e c’i sono possibilità che il centrodestra vinca. Non sottovalutiamoli hanno avuto la capacità di fare rete e costruire livelli che permettono loro di governare. Al segretario Giacopetti dico di continuare, non considero opportune le sue dimissioni. Scegliti un’altra segreteria. Se la mia segreteria mi avesse sfiduciato come ha fatto con te io li avrei presi a zampate sul culo, perchè c’è bisogno di lealtà». Poi l’abbraccio e la pace recuperata con Andrea Cernicchi: «Ci siamo odiati ultimamente ma voglio riabbracciarti».
La strada Insomma all’orizzonte, come evidenziato anche dal rappresentante nazionale, Stefano Bonaccini, giunto a Perugia per l’occasione, ci sarebbe la riconferma di Giacopetti come segretario affiancato da una squadra di 4/5 persone, sul modello Livorno, che dovrebbero accompagnare il partito fino a settembre, ottobre. In questo periodo il segretario e i ‘tutor’ dovrebbero analizzare quanto avvenuto e disegnare il Pd perugino che sarà, sottoponendolo all’elaborazione dei circoli e al giudizio dell’assemblea. Questa sembra essere la strada verso cui si avvia la decisione dell’assemblea di lunedì 30.
