
di Daniele Bovi
Al di là delle frasi di circostanza e dello sfoggio di spirito unitario in vista del fondamentale test delle amministrative di metà maggio, le primarie di Assisi, Gubbio e Città di Castello hanno lasciato strascichi visibili in casa Pd. «Così – ha detto mercoledì mattina in occasione della presentazione dei candidati Pd il segretario regionale Lamberto Bottini – le primarie non vanno. La riflessione il nostro partito l’ha già avviata a livello nazionale. Che serve? Serve un albo degli elettori». Oltre le sconfitte di Assisi e Città di Castello si fa largo quindi la sensazione che queste primarie che lasciano aperto il campo a truppe cammellate e scorribande più o meno lecite, così non funzionano.
Stringere i bulloni L’obiettivo non è rinnegare un meccanismo entrato a pieno titolo tra i tratti distintivi del Pd, bensì quello di stringere un po’ i bulloni: «Le primarie – dice sempre Bottini – le abbiamo inserite nel nostro statuto perché crediamo siano un modo per riattivare la partecipazione, ma vanno riviste e risistemate. E’ uno strumento che va corretto nella consapevolezza che ora come ora è difficile sganciarlo dalle aspettative dei cittadini». Un meccanismo di partecipazione, cioè, difficile da archiviare.

Bottini: fare molto meglio del 2008 Dimenticate le ferite ora la concentrazione va spostata sul mese di campagna elettorale che divide il Pd dall’appuntamento del 15 e 16 maggio. Un appuntamento al quale il partito arriva memore della lezione del 2008, quando un centrosinistra in ordine sparso perse comuni importanti: «Quella lezione – spiega Bottini – non la dimentichiamo. Abbiamo combattuto l’immagine sedimentata nell’immaginario collettivo di un centrosinistra disunito: ecco perché abbiamo investito così tanto nella costruzione delle coalizioni». E laddove, come a Città di Castello, non si è riusciti a costruire un centrosinistra unito, «la colpa non può essere certo attribuita al PD. Sono anni che lì non ci presentiamo compatti. Abbiamo fatto le primarie cercando di vincerle, non ci siamo riusciti e quindi sosterremo lealmente Luciano Bacchetta. L’Idv va da sola? Non sempre sono coerenti, accettiamo quello che passa il convento».
Assisi? Si può fare bene Il risultato di partenza è di otto a uno per il centrosinistra, ma Bottini confida, pur senza sbilanciarsi, anche in un cappotto: «Assisi contendibile? Aspettiamo con fiducia i risultati, riteniamo che la città meriti altro. Lì il centrosinistra è compatto e può fare un buon risultato». In generale l’obiettivo, come spiega Bottini, «è fare meglio del 2006 e molto meglio del 2008. Lo slogan sarà “Un voto per la tua città e per il tuo Paese”: i nove comuni umbri al voto rappresentano un test importante, ma i cittadini potranno esprimersi anche su un Governo assente». In linea con quanto detto da Bersani e Berlusconi insomma, ogni voto si peserà anche sullo scacchiere nazionale.

Energie nuove Scacchiere sul quale pesano anche i temi referendari. Messo in naftalina l’atomo, rimangono sul tavolo il legittimo impedimento e la privatizzazione dell’acqua. Temi che saranno al centro anche della campagna del Pd regionale. «Il Partito Democratico e le altre forze della coalizione – dice sempre Bottini – hanno messo a disposizione energie nuove, espressione di un grande rinnovamento della classe dirigente. Possiamo essere ottimisti che il risultato di maggio confermerà il centrosinistra forza di governo. Il buon governo delle nostre città sarà valorizzato e siamo convinti che il risultato sarà molto migliore della passata tornata elettorale».
Polticchia e Maraga Simboli di questo rinnovamento sono Riccardo Maraga, aspirante sindaco del centrosinistra ad Amelia, e Analita Polticchia, che guiderà a Bevagna la coalizione di centrosinistra: «Ad Amelia – ha sottolineato Maraga – vogliamo distinguerci per l’attenzione ai temi dello sviluppo economico e del lavoro, dell’ambiente e della qualità della progettazione urbanistica, del sociale e del patrimonio culturale. Vogliamo riportare questo territorio ad essere agganciato all’Umbria che corre insieme a persone oneste, che nel loro curriculum hanno la parola “gavetta” e che hanno dimostrato una grande voglia e capacità di rimboccarsi le maniche». Per Polticchia invece «dovremo saper interpretare al meglio le istanze dei cittadini e la necessità del risveglio di una sana opinione pubblica, che può esprimere consenso ma anche resistenza critica». Oltre a Maraga e Polticchia, il Pd schiererà Donatello Tinti a Nocera, Diego Guerrini a Gubbio, Bernardino Sperandio a Trevi, Enrico Raggi a Montecastrilli e Giuseppe Chianella ad Avigliano Umbro.
