di Dan. Bo.
Una conferenza per affrontare i problemi dell’organizzazione, un congresso tematico per parlare di riforme e una Direzione regionale del partito il più possibile rappresentativa. Domenica mattina la minoranza bersanian-dalemiana del Pd si è ritrovata a Ponte San Giovanni per prepararsi all’assemblea regionale di lunedì pomeriggio, alla quale prenderà parte anche il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini. Sul tavolo del segretario Giacomo Leonelli finiranno le tre proposte accennate in apertura e delle quali l’area di minoranza ha discusso domenica.
Unità «Nonostante alcuni passi in avanti – spiegano in una nota – il Pd dell’Umbria appare ancora ingessato in una discussione che non affronta con adeguata responsabilità e chiarezza la sfida di offrire una proposta politica all’altezza delle aspettative degli elettori umbri». Le parole d’ordine sono «unità e senso di responsabilità», ma all’interno di questa cornice secondo la minoranza servono «una vera Conferenza di organizzazione, che affronti la nuova fisionomia dell’organizzazione del partito umbro, a partire da un rilancio dei circoli territoriali fino ad un assetto più moderno e rappresentativo sul territorio».
Congresso L’altra richiesta è quella di un congresso tematico «per portare il nostro contributo – scrivono – nel terminare i tanti percorsi di riforma avviati in questi cinque anni, perché nei prossimi otto mesi dobbiamo accelerare la nostra azione di governo delineando così non solo il programma dei 5 anni di futura amministrazione, ma una visione dell’Umbria dei prossimi trent’anni». Da ultimo poi c’è la questione della Direzione regionale, ancora non composta. La minoranza ne chiede una che sia realmente rappresentativa, con dentro tutte le componenti del partito e dei vari territori.
Le proposte Tra le righe poi c’è anche una critica all’attuale assetto della segreteria: ad esempio, secondo quanto filtrato da Ponte San Giovanni, non è piaciuta la nomina di Gionata Moscoloni, responsabile organizzazione, nella giunta di Marsciano guidata da Alfio Todini. Quello che si chiede infatti è una squadra non a ‘mezzo servizio’. Leonelli invece in assemblea arriverà con il suo pacchetto di proposte annunciato nei giorni scorsi. Anche qui si parla del tema della riorganizzazione del partito, con un occhio alle Unioni dei comuni, e di una «grande campagna di tesseramento» così da riuscire a rinnovare i circoli.
Una svolta La seconda parte del «pacchetto Leonelli» riguarda invece l’agenda politica di palazzo Donini, per la quale il segretario chiede «una svolta coraggiosa» in particolari modo su riforme e lavoro. Centrale, ovviamente, sarà anche il tema delle prossime elezioni regionali, verso le quali il segretario vuole avvicinarsi attraverso un percorso chiaro e con tempi definiti specialmente sul punto potenzialmente più pericoloso, quello di una possibile ricandidatura di Catiuscia Marini. I numeri in assemblea sono ballerini: in teoria Leonelli può contare su 159 dei 250 membri, ma in pratica i ‘leonelliani’ veri sono una 40ina, mentre i restanti fanno parte di quella eterogenea maggioranza (da Gianpiero Bocci alla presidente Marini passando per Marco Vinicio Guasticchi) che ha sostenuto l’attuale segretario.
Twitter @DanieleBovi
