Giacomo Leonelli e Carlo Trappolino

di M. To.

Un’oretta di ritardo. Con la maggioranza dei partecipanti in attesa che i due segretari, quello regionale – Giacomo Leonelli – e quello provinciale ternano – Carlo Emanuele Trappolino – concludessero il confronto privato preventivo. Che è durato più del previsto. E che – i risultati elettorali hanno il loro peso – pare destinato a vivere altri momenti impegnativi

L’analisi del voto L’assise provinciale ternana del Pd, poi, è iniziata e Trappolino ha esordito con toni concilianti: «Occorre evitare di forzare il dibattito interno dopo i risultati elettorali», ma passando poi ai numeri – molti dei quali riferiti ai flussi elettorali ed ai raffronti tra le ‘europee’ e le ‘amministrative’ – senza ovviamente trascurare di ricordare che «in provincia di Terni, 17 dei 24 sindaci eletti, a cominciare da Leo Di Girolamo a Terni, sono espressione del Pd o sono stati appoggiati dal nostro partito» e che «sono stati cinque i Comuni riconquistati, tra cui Orvieto».

Il dibattito Il segretario ternano del Pd, poi, ha spostato il discorso su temi più squisitamente politici: «Serve un dibattito, sereno e approfondito, sul modello istituzionale verso il quale tendere, prendendo atto della crisi in atto nei sistemi politici locali e puntando al cambiamento, nel partito e nelle amministrazioni».

L’assemblea Un dibattito che, a giudizio di Trappolino, non può che riguardare «anche la composizione dell’assemblea regionale del Partito democratico, perché questa parte dell’Umbria è molto importante e deve esserla anche per il partito. Quando si parla di nuova organizzazione regionale, insomma, Terni deve contare il giusto»

Rossi Deciso, nelle sue valutazioni, il senatore Gianluca Rossi: «Sull’Umbria si deve aprire un dibattito politico serio – ha esordito – partendo dal presupposto che quello sul risultato elettorale di Perugia è uno dei temi, ma non certo l’unico». Ma soprattutto «il rischio è quello di non comprendere che una fase politica è finita e che se ne deve aprire un’altra, tutta nuova».

Il gruppo dirigente Una fase, ha spiegato Rossi, «caratterizzata, in casa nostra, da un gruppo dirigente davvero regionale, che deve conoscere e mettere sullo stesso piano tutta l’Umbria, da San Giustino a Narni» e al quale «si deve chiedere di confrontarsi e comunicare in maniera molto più costante ed aperta di quanto non sia accaduto in passato».

Paparelli Sul riequilibrio «delle presenze territoriali nelle sedi regionali» ha insistito anche l’assessore regionale Fabio Paparelli, secondo il quale «il 25 maggio 2014 per me rappresenta la data di nascita di un nuovo Pd regionale, che ha confermato di essere in grado di attrarre consensi anche al di fuori del suo ‘bacino’ di riferimento, ma mi sembra che il dibattito di questi giorni non si sia dimostrato all’altezza di questo evento storico».

Leonelli Il segretario regionale, Giacomo Leonelli, nell’intervento conclusivo, ha fatto un’affermazione importante: «A Perugia – ha detto – si è espresso un giudizio su un modello di governance che evidentemente non piace più», ma «i successi conseguiti nei Comuni più piccoli – a suo giudizio – ci dicono che il partito, anche se spesso diviso e dovendo confrontarsi con situazioni difficili, è vivo ed in grado di fare la sua parte».

La dietrologia Soprattutto, ha voluto mettere in chiaro il segretario regionale, «vorrei che nel nostro dibattito interno si smettesse di fare quella dietrologia che, spesso, di fronte ad un’affermazione, porta a concentrarsi più sul ‘chi potrebbe averla ispirata’ che al suo reale contenuto». E poi lo scatto di orgoglio e, quasi, la sfida: «Il tema dimissioni l’ho già affrontato – ha detto – ma chiarisco che quello che proprio non mi piacerebbe pensare è ad una richiesta in tal senso solo motivata dalla ricerca di possibili risultati alternativi e compensativi».

Il futuro Quanto alla necessità di una ‘riflessione’ sulla composizione dell’assemblea regionale «io non sono certo contrario al dibattito e, se proprio si riterrà opportuno dilatare i tempi – ha detto Leonelli – sono disposto a discuterne, ma dobbiamo tenere presente che abbiamo dei tempi piuttosto ristretti e che dobbiamo rispettare delle scadenze importanti». I ‘ternani’, però non sembrano intenzionati a mollare e quella di lunedì potrebbe non essere una giornata tranquilla.

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