di Daniele Bovi
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Un segretario, anche se transitorio e non un semplice reggente di mediazione. A pochi giorni dalla nascita del governo Pd-Pdl il Partito democratico umbro si è ritrovato venerdì pomeriggio in piazza della Repubblica, a Perugia, per una riunione della segreteria allargata anche ai parlamentari appena eletti. Oltre due ore di interventi alla fine delle quali il messaggio lanciato all’unanimità è proprio quello in apertura: l’assemblea nazionale del partito di sabato prossimo dovrà votare un segretario per portare il Pd al congresso di ottobre e non un reggente, opzione considerata debole e una figura peraltro neanche prevista dallo statuto pd. Nei prossimi mesi ci sarà bisogno di un timoniere per la barca democratica nel mare aperto e potenzialmente tempestoso delle larghe intese e del congresso.
Programma Quella su cui molti sembrano ritrovarsi poi sembra essere la necessità che il governo Letta si dia un programma chiaro e circostanziato sul quale lavorare insieme ai nuovi compagni di avventura. Dietro l’angolo infatti i democrats intravvedono il rischio di un Berlusconi che impone l’agenda dell’esecutivo, con il pericolo di essere costretti ogni giorno ad una sorta di rialzo continuo. Insomma, bisogna fare buon viso a cattivo gioco: l’immagine di Franceschini accanto ad Alfano mette i brividi a molti pd ma il governo va sostenuto da un partito che deve essere però presente nella discussione. Tornando alla partita del segretario, c’è chi spiega che questo va scelto in modo accurato senza che, un minuto dopo, scatti il gioco al massacro.
Cuperlo-Epifani In vista dell’assemblea di sabato i fronti, mentre Renzi si tira fuori dalla partita, sembrano essere due: da una parte l’ex segretario (fino al 2010) della Cgil Guglielmo Epifani, ben visto da Bersani e il 42enne Gianni Cuperlo, fronte D’Alema (ma sul quale Renzi non ha preclusioni), con la possibilità che esca un terzo nome. Di certo a molti piace l’idea di una figura di pacificazione dopo la tensione degli ultimi mesi. Intorno a Cuperlo, che dopo la guida «temporanea» potrebbe essere riconfermato anche ad ottobre, sembrano coagularsi anche i cosiddetti «giovani turchi» del partito. Stando all’analisi che alcuni fanno nel partito, le candidature di Cuperlo ed Epifani presupporrebbero anche due diverse visioni del governo: da una parte c’è chi vede nel primo una figura non entusiasta delle larghe intese, dall’altra chi bolla il cannarese Epifani come invece più morbido rispetto all’esecutivo Letta. L’unico elemento sicuro al momento, mentre nel frullatore c’è anche il nome di Roberto Speranza, è che la guida del partito, seppur momentanea, dovrà andare ad un ex diessino visto che il governo è in mano ad un ex Margherita.
