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Un momento dell'iniziativa

di D.B.

La ‘corrente’ dei trentenni, chi più chi meno vicino agli anta, tra referendum e futuro del partito e dell’Umbria. Si sarebbe potuto chiamare anche così l’appuntamento organizzato dal tandem formato dalla deputata Anna Ascani e dal segretario Giacomo Leonelli sabato al teatro Mengoni di Magione dal titolo «#PuntoACapo, al passato grazie, al futuro sì». Al centro, ovviamente, i temi del referendum del 4 dicembre ma anche quello del «protagonismo di una nuova generazione – è stato detto sabato – impegnata in politica e nelle istituzioni, nel mondo del lavoro, dell’impresa e delle professioni, delle associazioni e della cooperazione, della cultura e dell’università». Al fondo di tutto un’esigenza politica, ovvero quella di far uscire il partito umbro dal dualismo Marini-Bocci che ha condizionato, e lo fa tuttora, la vita del Pd. Sabato dal palco i promotori dell’iniziativa hanno spiegato che occorre «sviluppare un confronto sui contenuti rispetto ai temi per lo sviluppo del Paese e dell’Umbria e dare voce al dibattito sul rinnovamento della politica e della società».

L’iniziativa Il tentativo è stato fatto al «Mengoni» con questa formula: un animatore (Davide Astolfi), una trentina di interventi, 5 minuti a testa e 4 parole chiave ciascuno per raccontare una cosa da cambiare e una da difendere, per lanciare un’idea e per spiegare le ragioni del Sì. «Wm» la parola chiave per quello che non funziona secondo Leonelli: «È lo schema di gioco – spiega il segretario – delle squadre di calcio negli anni Trenta, uno schema che ha fatto vincere molto ma è uno schema superato. In Umbria abbiamo lo stesso problema. Funziona invece il noi: questa assemblea e una nuova generazione che si vuole mettere in gioco, non solo nella politica. L’idea è l’Umbria che deve essere l’idea di tutti: siamo una regione che ha sentito più di altre la crisi e che ora dà segnali incoraggianti; costruiamo insieme il nuovo ciclo. Alcune idee sono venute fuori, abbiamo parlato di bellezza e qualità, è un segnale importante ma non basta, va accompagnato da una classe dirigente che vuole raccogliere la sfida».

Sogno Quanto al referendum, la parola scelta da Leonelli è «sogno»: «La generazione degli anni ’90 – ha detto – credeva e crede ancora in un paese che si riforma. Ma sogno è anche acronimo di semplificazione, organizzazione, governabilità, novità e orgoglio». Sul concetto di squadra punta invece Anna Ascani: «L’ho scelta – ha sottolineato dal palco del teatro – perché considero questo appuntamento e l’ottima partecipazione di oggi anche come una risposta a un dibattito che è nato sulla stampa, ma che riguarda sulla propria viva pelle la politica e la società umbra. Squadra, perché essere squadra è ciò che spesso ci manca: vuol dire non essere fazioni, vuol dire liberarsi dai padrini e da logiche che tarpano le nostre potenzialità. Un’altra parola che ho scelto è accountability, perché siamo chiamati a render conto e a prenderci la responsabilità delle nostre scelte». Tra i tanti punti toccati poi nel corso dell’appuntamento di sabato da giovani imprenditori, studenti, amministratori, associazioni e altri ancora anche quelli del turismo, la legalità e l’equità, i servizi, il lavoro e l’economia.

Sanità A sostegno del Sì anche un pezzo del mondo della sanità umbra. «Sì per un’Italia in salute» e «Cambiare si può» sono stati infatti i comitati che hanno organizzato l’iniziativa andata in scena venerdì a palazzo Cesaroni. Coordinati dal consigliere comunale Pd Emanuela Mori e facenti riferimento a Gianpiero Bocci e Marco Vinicio Guasticchi, hanno messo al centro il tema della «Sanità per il Sì». Ospite della serata anche l’onorevole Federico Gelli, responsabile nazionale sanità del Pd. «“È opportuno – ha detto Mori –- che tutti i cittadini vengano a conoscenza delle vere motivazioni del voto referendario. Votando Sì si aprirebbero le porte di un futuro per noi e i nostri figli consentendo di uscire dalla palude istituzionale e di navigare decisi e spediti verso una nuova fase più dinamica e moderna della nostra repubblica”».

CitofoNo Sull’altro fronte i sostenitori del No sono pronti al «Porta a porta»; non il salotto di Vespa ma un vero porta a porta, casa per casa, per spiegare le ragioni del No. L’iniziativa, chiamata «citofoNo», è organizzata da Sinistra italiana e a Perugia farà il suo esordio domenica alle 10.30, al Borgo Bello, con il portavoce del partito Nicola Fratoianni. Nelle prossime settimane si estenderà a tutta Italia: «Faremo uscire il referendum dal talk show monopolizzati da Renzi – dice Sinistra italiana – e porteremo le ragioni del No nei quartieri e nei rioni popolari per raccontare la crisi sociale».

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.