Stefano Fancelli

di Ivano Porfiri

Ufficialmente ci sta ancora pensando, ma di fatto sta già organizzando la sua campagna per la segreteria regionale del Partito democratico dell’Umbria. Sarà l’ex segretario nazionale della sinistra giovanile Stefano Fancelli a sfidare Giacomo Leonelli per la corsa alla successione a Lamberto Bottini, nelle primarie fissate per il 16 febbraio prossimo.

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Pronto a scendere in campo Non c’è annuncio ufficiale, che molto probabilmente avverrà in serata nel nuovo incontro tra le componenti rimaste fuori dall’accordo su Leonelli o nel corso della direzione regionale del partito, fissata per martedì 21. Contattato da Umbria24, però, Fancelli non si tira indietro. «Ci sto riflettendo e lo farò anche con incontri già da oggi, ma credo che sia utile al Pd che questa campagna per la segreteria regionale sia un momento vero di confronto sul futuro del partito e che una dialettica autentica sul rinnovamento sia necessaria».

IL ‘TRIANGOLO’ PRO-LEONELLI

Sfida sull’innovazione Fancelli sta pensando a una campagna elettorale molto «aperta» da punto di vista della comunicazione, con un dibattito che coinvolga i media classici ma che anche il web. Ma è soprattutto sulle idee che vuole sfidare Leonelli: «Dobbiamo essere capaci di declinare l’idea di rinnovamento che gli umbri inseguono e chiedono da anni. Vedremo chi tra me e Giacomo è davvero in grado di innovare. Io voglio la vera innovazione, sono un Renzi ma di sinistra».

«Renzi di sinistra» La sfida a Leonelli da parte di Fancelli è sul programma ma anche sul metodo: «Io prima di chi mi sostiene voglio far conoscere le mie idee». Dalla parte di Fancelli si schiereranno, però – è già chiaro – le componenti rimaste fuori dall’accordo tra renziani, Giovani turchi e popolari di Bocci. Cioè, ad esempio, l’uscente Bottini, il capogruppo in Regione Locchi, il segretario del Pd ternano Trappolino, l’orvietano Galanello. «Esporrò le mie idee e vedremo chi ci sta – afferma – sto notando un interesse che va oltre i vecchi schemi delle correnti che c’erano fino a ieri». Una sfida improba? «Non credo – conclude – gli umbri hanno già dimostrato di essere capaci di regalare sorprese».

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