Stefano Fancelli (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Benché il confine tra «area politico-culturale» e corrente sia labile, Stefano Fancelli, il candidato alla segreteria regionale sconfitto (insieme a Juri Cerasini) alle primarie di marzo, giura che «Il coraggio di cambiare» non sarà «la classica corrente personale o ‘familiare’. Non sarà una lobby interna. Questa – ha detto venerdì durante la presentazione – sarà un’area politico-culturale che nasce dal percorso del congresso, ma che non vuole essere una sua prosecuzione. A non fermarsi invece è la discussione che dovrà avere al centro i temi dell’innovazione e del cambiamento». Per sabato alle 10 al Cva di Balanzano è fissata un’assemblea dove si ritroveranno quelli che hanno sottoscritto un appello «per una sinistra riformista, per un Pd aperto e plurale, per un’Umbria più moderna, giusta ed eguale, che ha raccolto già – spiega Fancelli – moltissime adesioni. L’obiettivo, ambizioso, è quello di arrivare a mille».

Associazione Nel futuro diventerà un’associazione, con tanto di tesseramento, autofinanziamento e rivista online. Prima di tutto l’area alla quale si guarda è quella di Cuperlo, con l’obiettivo di allargarsi: «Ci rivolgiamo a tutti – dice – a ben oltre quel 28% ottenuto al congresso regionale. Anzi: siamo convinti che le nostre idee e le nostre proposte possano rappresentare e già oggi rappresentano ben oltre il 51% degli elettori e dei militanti del Pd. La nostra sarà un’area politica aperta e politica». Tre sono i temi centrali che Fancelli mette al centro della discussione: il lavoro, la riforma del titolo V della Costituzione, sanità e welfare. «Dobbiamo dare risposte alla domanda dei giovani senza lavoro e dei cinquantenni che il lavoro lo hanno perso – spiega Fancelli -, pensando alla stabilità, contando su aziende capaci e competitive e con un welfare adeguato e di qualità. Dobbiamo difendere il manifatturiero, accompagnare la piccola e media impresa, costruire lavoro vero».

I temi La riforma del titolo V, poi, «pone il grande tema del governo del territorio, dell’orizzonte di vita della regione nell’ottica dell’Italia mediana, e della democrazia. Riforma non significa solo risparmio, pur doveroso, ma anche e soprattutto lotta alla burocrazia e definizione di competenze chiare». Fancelli parla anche della necessità di una riforma del Pd, che non deve somigliare a un «comitato elettorale permanente» bensì a una «comunità, a un soggetto riformista che faccia del radicamento la sua forza. Un Pd che creda che ‘non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale’ – dice Fancelli citando Pertini – e che sia autonomo dalle istituzioni, sia a livello nazionale che a livello locale, non in una sorta di conflitto permanente ma in un’ottica di confronto, critica e sostegno».

Amministrative Un passaggio viene dedicato anche alle prossime elezioni amministrative e in particolare all’articolazione del centrosinistra. Fancelli, forse riferendosi alla lista centrista che appoggerà Boccali a Perugia così come ad altre operazioni che si stanno facendo sul territorio (vedi Gubbio e Marsciano), dice che «spetta al Pd riorganizzare il centrosinistra, ma non tutte le liste civiche sono uguali e sono portatrici di cambiamento».

Twitter @DanieleBovi

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