di C.F. e D.B.
«Noi a differenza degli altri abbiamo la forza delle idee, per cui ambiamo a vincere». Veste subito i panni del candidato, Juri Cerasini, classe 1975, assessore con delega all’Urbanistica del Comune di Spoleto, ma soprattutto sfidante di Giacomo Leonelli e Stefano Fancelli nella corsa del 16 febbraio alla segreteria regionale del Pd.
«Cambiare il partito» Espressione della componente civatiana, che l’8 dicembre ha raccolto il 12%, Cerasini ha incassato l’investitura degli attivisti umbri mercoledì sera. «La mia candidatura – spiega Cerasini a Umbria24 – è maturata all’interno del gruppo con l’obiettivo di portare sul territorio quelle che sono i temi a noi cari, a cominciare dalla capacità della politica di mediare con autorevolezza e credibilità nelle vertenze aziendali che hanno messo in crisi i territori, un risultato che si ottiene soltanto afferrando il concetto che il ruolo del partito è cambiato e necessita di una profonda revisione». Lavoro e occupazione, dunque, al centro della battaglia per la segreteria regionale.
Welfare e rifiuti Ma non solo. «Riteniamo che sia piuttosto cruciale – prosegue – inserirsi adeguatamente nella riforma sanitaria per mantenere alto il livello di assistenza di cui finora hanno goduto gli umbri, stesso discorso anche se più ampio va fatto per col welfare, mentre chiariamo subito fin da ora che da parte nostra non c’è nessuna ambiguità sull’incenerimento dei rifiuti nei cementifici, la nostra posizione è chiara: siamo fermamente contrari».
«Sarà un bel confronto» I colpi, insomma, iniziano a essere sparati in attesa della presentazione ufficiale di Cerasini che, a sentire qualcuno, porterà nuovamente in Umbria Pippo Civati. La sfida a Leonelli e Fancelli è stata lanciata, ma la partita è tutta in salita: «Non credo proprio – ribatte Cerasini – è vero che sono due candidati forti e ritengo anche adeguati, ma noi abbiamo la forza di idee ampiamente condivise dai cittadini che ora intercetteremo partendo da istanze specifiche, sono convinto che sarà un bel confronto su posizioni che in alcuni casi sono complementari e in altri opposte».
Riposizionamenti Nelle scorse ore dal fronte civatiano si era sfilato dalla corsa il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, non interessato a partecipare alla contesa. Un’area dalla quale si guardano «con sospetto certi riposizionamenti – è scritto nel comunicato con il quale si annuncia il sì di Cesarini – così come il perpetrarsi di vecchie logiche e di testarde scelte». «Da domani dunque – è detto ancora – saremo in prima linea a sostegno di Juri poiché interpreta le migliori idee di cambiamento per la regione e poiché sostenuto da un programma di rinnovamento necessario, oggi più che mai».
