Il tavolo con i dirigenti del Pd

di Ivano Porfiri

Vogliono che il Pd sia il «partito del lavoro». Lo ripete da giorni ossessivamente il segretario nazionale Pierluigi Bersani. L’input a cascata arriva ai territori, al lavoro da mesi alle proposte programmatiche da mettere sul piatto delle amministrazioni attuali e di quelle future. E le proposte su giovani, donne, precari, cassintegrati arrivano anche in Umbria. Ma il tavolo con i vertici nella sede di piazza della Repubblica non può non fare i conti sulla situazione ternana: nel delicatissimo passaggio storico in cui Polo chimico e Thyssen tengono col fiato sospeso l’intera comunità il partito litiga e la città si trova con il sindaco dimissionario.

Terni: trovare una soluzione «A Terni va trovata una soluzione e stiamo lavorando per questo». E’ secco e drastico il segretario regionale Lamberto Bottini, per sua indole spesso mellifluo nell’elocuzione politica. Ma alle sorti di Di Girolamo vede appeso anche il suo incarico. «Se non si arriva a una soluzione positiva? Non mettiamo il carro davanti ai buoi», replica quando qualcuno insinua su sue possibili dimissioni.

Bottini: non c’è altra scelta «Non nascondo le difficoltà del Pd, dentro e fuori dell’Umbria – spiega Bottini – però in giro non ci sono ricette facili: questo partito non può vivere di rendite di posizione. E qualche volta nel Pd si assiste a dialettiche fuori scala, come in questo caso, però di fronte alle istituzioni, che sono sacre, bisogna sapersi arrestare». Bottini, di fronte alle lacerazioni di un partito in cui le componenti di ex Ds ed ex Margherita non si sono mai veramente compattate, dice che «non dobbiamo rassegnarci alla logica del “doppio partito”: è un passaggio esiziale, sarebbe inaccettabile. Perciò a Terni, dove la situazione è sfuggita di mano, va trovata una soluzione. C’è molta consapevolezza della responsabilità che abbiamo, e rinnovo a Di Girolamo la mia vicinanza, del resto non siamo comparse ma protagonisti», conclude quasi freudianamente a volerlo ribadire a se stesso.

Ce lo chiede il vescovo Per il segretario provinciale di Terni, Mario Giovannetti «le dimissioni del sindaco sono state un atto di chiarezza e responsabilità. Ora, di fronte a problemi come Polo chimico e Thyssen ci vuole una risposta politica e amministrativa adeguata: il sindaco sta lavorando a un programma di legislatura che rilanci l’azione, con una maggioranza solida e non traballante». «E’ un percorso difficile, ma d’altronde anche il vescovo ci incita ad affrontare i problemi della città»,  aggiunge poi con una punta di malizia.

Turboriformismo Sui problemi del lavoro, ad illustrare le proposte è Valerio Marinelli, responsabile dei gruppi di lavoro che hanno elaborato i documenti. «In Umbria va costruito un nuovo modello di sviluppo – dice Marinelli – partendo dal Pd e coinvolgendo tutte le forze progressiste». Il profilo della regione che si vorrebbe, secondo quanto elaborato, è una società che sappia dare garanzie occupazionali a chi oggi è più in difficoltà: giovani, donne, precari, chi il lavoro l’ha perso e chi non l’ha mai trovato. «E’ tempo di innestare la quinta e dare avvio a una stagione di turboriformismo», conclude Marinelli.

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