Angelo Manzotti

«Umbria 2030» dovrà tradursi non solo in un momento di ascolto, bensì in un «metodo di lavoro permanente, fondato su principi essenziali quali un confronto continuo e non episodico, la piena condivisione dei dati e degli elementi conoscitivi, la definizione di priorità comuni, il monitoraggio costante dei risultati e l’individuazione di tempi certi per l’attuazione delle decisioni». Così a Umbria24 Angelo Manzotti, segretario regionale della Cisl, a proposito del nuovo patto sulla concertazione proposto nei giorni scorsi dalla Regione a tutto il mondo economico-sociale umbro. Nei giorni scorsi su «Umbria 2030» erano intervenute anche Confcommercio, Cna e Confindustria.

COS’È E COSA PREVEDE IL PATTO «UMBRIA 2030»

Fase decisiva Manzotti ricorda che l’Umbria si trova davanti a una fase decisiva, segnata dal rallentamento della crescita economica, dal calo demografico, dalla partenza di molti giovani, dalle difficoltà del sistema produttivo e dai ritardi infrastrutturali. Problemi che richiedono «un cambio di passo» e non possono essere affrontati da una singola istituzione. Per questo la Cisl valuta positivamente la scelta della Regione di puntare sul confronto con le parti sociali come metodo stabile di governo.

Partecipazione Nel suo intervento il segretario regionale richiama anche il valore della partecipazione, che il sindacato considera parte della propria identità e che trova un riferimento nella recente legge nazionale sulla partecipazione. In questa prospettiva, «Umbria 2030» viene visto come uno strumento per portare anche sul piano regionale una cultura basata sul dialogo, sulla progettazione condivisa e sulla corresponsabilità. «La partecipazione – osserva Manzotti – non rallenta le decisioni, ma le rende più solide, più efficaci e più durature».

Gli obiettivi Manzotti accoglie con favore anche l’istituzione del tavolo generale e dei dodici tavoli tematici, ritenendoli un’occasione per costruire una strategia condivisa sul futuro della regione. La Cisl, spiega, intende contribuire con le proprie proposte concentrandosi su alcune priorità: creare occupazione stabile e qualificata per trattenere i giovani, rilanciare gli investimenti e l’innovazione, rafforzare la sanità pubblica e il welfare, migliorare infrastrutture e mobilità, utilizzare al meglio le risorse della futura programmazione europea, sostenere le famiglie e contrastare il declino demografico. Per il segretario regionale, il confronto tra istituzioni e parti sociali può produrre risultati concreti se accompagnato da responsabilità, competenza e capacità di assumere decisioni.

Spirito costruttivo La Cisl conferma quindi la disponibilità a partecipare al percorso promosso dalla Regione «con spirito costruttivo, autonomia e senso di responsabilità», assicurando il proprio contributo di idee e competenze e mantenendo al centro il lavoro, lo sviluppo e la coesione sociale. Allo stesso tempo il sindacato fa sapere che il dialogo avrà valore solo se sarà seguito da «decisioni, investimenti e risultati verificabili». In conclusione, Manzotti sostiene che l’Umbria abbia bisogno di una responsabilità condivisa più che di nuove contrapposizioni. «Il futuro della nostra regione non può essere scritto né nei palazzi né nelle piazze, ma deve essere costruito attorno a un tavolo, con il contributo delle istituzioni, delle parti sociali e di tutte le energie vive del territorio», conclude.

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