di Daniele Bovi
Contenimento della spesa, mantenimento o miglioramento dei margini di guadagno e, per alcune realtà, pareggio di bilancio obbligatorio. In sintesi sono queste le novità per quanto riguarda la galassia regionale formata da società partecipate, fondazioni, consorzi, agenzie e così via. Recentemente, infatti, la Regione ha assegnato gli obiettivi sulle spese di funzionamento e la redditività a tutte le realtà controllate direttamente o indirettamente; obiettivi discussi con tutti i soci pubblici nelle scorse settimane e poi formalmente approvati giorni fa da Palazzo Donini.
Cosa cambia Il principio generale fissato dalla Regione è quello della riduzione progressiva dei costi di funzionamento. Per le società controllate direttamente o indirettamente viene infatti previsto un taglio dell’1 per cento all’anno rispetto all’esercizio precedente per le principali voci di spesa: servizi, personale e organi amministrativi. La riduzione dovrà essere calcolata in rapporto al valore della produzione e sarà applicata a realtà come Puntozero, Sviluppumbria, 3A-Parco tecnologico agroalimentare, Umbria Tpl e Mobilità, Gepafin, Sase, Umbriafiere e Istituto clinico Tiberino.
COME FUNZIONA LA GALASSIA DELLE PARTECIPATE
I correttivi La delibera introduce però anche alcuni correttivi per evitare effetti distorsivi. I risparmi dovranno infatti essere calcolati «al netto della variazione media annua del tasso di inflazione Istat» per quanto riguarda i servizi e senza considerare gli aumenti dovuti ai rinnovi dei contratti nazionali del personale. Prevista inoltre una clausola di salvaguardia: gli obiettivi saranno considerati raggiunti anche nel caso in cui i costi non diminuiscano, purché restino all’interno della media registrata da società pubbliche comparabili.
Redditività Accanto alla riduzione delle spese, Palazzo Donini punta anche sul mantenimento della redditività. Le società dovranno garantire che gli indicatori economici relativi alle attività svolte sul mercato, come margine operativo lordo e redditività delle vendite, non siano inferiori a quelli registrati nell’anno precedente. In soldoni, la Regione chiede di contenere i costi senza compromettere gli equilibri economici.
Pareggio di bilancio Per le fondazioni e gli enti non societari cambia invece il parametro di riferimento. In questo caso l’obiettivo prioritario diventa il pareggio di bilancio. La delibera stabilisce infatti che il risultato d’esercizio dovrà essere «almeno uguale a zero» per tutto il triennio 2026-2028. Il vincolo riguarda in particolare la Fondazione Teatro stabile dell’Umbria, la Fondazione Umbria Film Commission, la Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura e il Consorzio Scuola Umbra di amministrazione pubblica. Una disciplina specifica è stata prevista per Umbria Jazz. La fondazione dovrà ridurre i costi di funzionamento con un obiettivo compreso tra lo 0,50 e l’1 per cento annuo, mantenendo però invariati gli indicatori di redditività. Nessun taglio invece per gli organi amministrativi, dal momento che le cariche sono già gratuite per statuto.
Aggiornamenti Per il Consorzio Scuola umbra di amministrazione pubblica la Regione ha fissato sia l’obiettivo di riduzione delle spese sia quello dell’equilibrio di bilancio. Nel caso di Umbria Tpl e Mobilità, invece, il calcolo dei costi dovrà essere effettuato al netto delle poste relative al patrimonio destinato ad affari specifici. Nel complesso, gli obiettivi potranno essere aggiornati nei prossimi anni in caso di nuove manovre statali o di ulteriori esigenze di razionalizzazione della spesa regionale.
