La Regione Umbria avvia il ‘cantiere’ per riscrivere le regole delle comunità e dei servizi residenziali dedicati ai minorenni. L’obiettivo dichiarato è superare un sistema giudicato frammentato e costruire un modello più uniforme, con standard chiari sulle prestazioni, controlli più costanti sulla qualità dell’assistenza. Punto di partenza il risultato già conseguito sull’aggiornamento delle rette per garantire sostenibilità alle strutture e tutela del lavoro degli operatori sociali.
Il percorso è stato presentato oggi a Villa Umbra durante il seminario di apertura del progetto formativo «Accoglienza residenziale delle persone di minore età in Umbria. Metodologia e strumenti», organizzato dalla Regione insieme alla Scuola umbra di amministrazione pubblica.
Al centro dell’intervento c’è la revisione del regolamento regionale 7 del 2017, che disciplina i servizi residenziali per minorenni. La Regione punta ad adeguare le norme umbre alle più recenti linee di indirizzo nazionali e a definire in modo più preciso come devono funzionare comunità educative e strutture di accoglienza.
«La Regione Umbria è impegnata a rispondere in modo sempre più puntuale alla complessità di bisogni che i minori e le loro famiglie manifestano nella società attuale», ha spiegato l’assessore regionale al welfare Fabio Barcaioli. «Primo risultato di questo percorso è stato l’aggiornamento dei limiti minimi e massimi delle rette per i servizi residenziali socioeducativi destinati ai minori. L’obiettivo è tutelare la qualità educativa e la dignità del lavoro sociale».
Barcaioli ha chiarito che la revisione normativa rappresenta soltanto il primo passaggio di una riforma più ampia: «Il prossimo passo sarà la revisione del Regolamento regionale n. 7/2017 per avviare una riforma non soltanto normativa, ma strutturale, capace di generare un modello fondato sulla precisione delle prestazioni erogate e su un monitoraggio costante della qualità degli interventi».
Nel concreto, il lavoro avviato dalla Regione dovrà definire criteri più omogenei per l’accoglienza dei minorenni, modalità condivise di presa in carico e strumenti di verifica sull’efficacia degli interventi educativi e sociali.
Secondo Daniela Donetti, direttrice regionale Salute e welfare della Regione Umbria, il nodo principale resta quello di costruire un sistema stabile e coordinato tra i diversi soggetti coinvolti. «Operiamo in un contesto complesso, soprattutto per i minori, che richiede una vera e propria azione strategica volta a costruire un sistema di accoglienza organico e sostenibile», ha affermato. «Parte oggi un percorso di co-progettazione volto a superare la storica frammentarietà degli atti regolatori».
Il progetto prevede un percorso formativo da maggio a dicembre coordinato da Cristina Strappaghetti per il Consorzio formativo umbro. Saranno attivati sette gruppi di lavoro che analizzeranno l’attuale sistema regionale, confronteranno le norme umbre con le linee nazionali e produrranno report finali con proposte operative.
Al percorso parteciperanno Regione, servizi sociali, aziende sanitarie, magistratura minorile, università, ordini professionali ed enti gestori delle strutture. L’intenzione è arrivare a regole condivise tra tutti i soggetti che operano nell’assistenza ai minori.
«La sfida è attivare un processo di formazione e di co-progettazione che generi soluzioni operative e modelli di intervento innovativi», ha detto Joseph Flagiello, amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica. «Tale traguardo è raggiungibile solo attraverso una solida sinergia tra Scuola, istituzioni, magistratura minorile, servizi sociali, sistema sanitario e terzo settore».
Alla tavola rotonda conclusiva hanno partecipato, tra gli altri, la presidente facente funzione del Tribunale dei minorenni di Perugia Giuseppina Arcella, l’assessora del Comune di Perugia Costanza Spera in rappresentanza di Anci Umbria, la docente dell’Università di Perugia Claudia Mazzeschi, la presidente dell’Ordine degli assistenti sociali dell’Umbria Francesca Tardioli, la presidente dell’Ordine degli psicologi Laura Berretta, la direttrice della neuropsichiatria infantile della Usl Umbria 1 Paola Tomassoli e Francesca Paolucci della Usl Umbria 2.




